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 “Un giorno un uccello di nome Nerone andò in montagna e trovò un bellissimo posto con un bellissimo albero e decise di fermarsi per un picnic. Visto che l’uccello era brutto, pensò di buttare lattine di alluminio, bottiglie di plastica e vetro, bicchieri di plastica, forchette, piatti di plastica e molto altro ancora.
Come se non bastasse tutto ciò, accese un fuoco vicino all’albero per riscaldarsi un po’.
L’albero iniziò a tossire e tossire sempre di più, continua…
 “Le montagne non vanno sporcate perché, se non si rispettano, le piante potrebbero seccare e, se non ci sono le piante, noi potremmo morire. E’ per questo che si deve rispettare la natura”. Nient’altro da aggiungere alla poesia di un bimbo delle elementari di Santo Stefano del Sole che ci invia un suo pensiero continua…

Il 7 maggio, nella Biblioteca di Atripalda, è stato proiettato “Affari sporchi”, documentario di Carmen Butta sul traffico illecito di rifiuti tossici in Campania. Prodotto dai canali ARTE e ZDF è andato in onda nel 2010 in Francia e Germania ed è stato girato con il fondamentale apporto di Alessandro Iacuelli, giornalista napoletano, autore di ” Le vie infinite dei rifiuti”, volume del 2007 pietra miliare sull’argomento. Il film, in tedesco, dopo due anni è stato finalmente sottotitolato in italiano. Alla fine della proiezione, introdotta da Maria Rosaria De Falco, è stata proposto il dibattito con lo scrittore, nonché docente di fisica attualmente in servizio ad Avellino.
continua…
 C’era una volta un grandissimo bosco frequentato da moltissime persone e che attraeva visitatori da tutto il mondo. Col passare degli anni, le persone iniziarono a trascurare il bosco riempiendolo di rifiuti che fecero scomparire flora e fauna. Il comune chiamò in soccorso del bosco il Mago Salvatore (il salvatore dell’ambiente) che, però, non poté fare nulla perché, per colpa delle persone egoiste, il bosco sembrava morire ogni giorno di più.
continua…
Storie di terra, storie di cielo, storie che non stanno né in cielo né in terra. Cosa succederebbe se un giorno un coniglio guidasse la rivoluzione nel bosco? Se una pecora si interrogasse sul perché della tosatura? Se un lupo diventasse pastore? Se una cornacchia si innamorasse di un pollo?
Chi leggerà queste storie di terra non troverà una fattoria degli animali, un tentativo di rivoluzione animale secondo le regole degli uomini. In queste storie gli animali assomigliano di più ai briganti e i maiali, così simili a noi, muoiono tutti, nella grande battaglia dei Prosciutti.
Queste storie di cielo sono vendette silenziose, vani tentativi dell’universo animale di comprendere il nuovo venuto e i suoi limiti.
Queste storie, che non stanno né in cielo e né in terra, sono le storie di noi animali del bosco e degli animali da cortile. In fondo, poi, continua…
 Quattro anni dell’Albero Vagabondo a Santo Stefano del Sole e in montagna la situazione semplicemente peggiora. La composizione dei rifiuti che si trovano nelle mini discariche è delle più varie. Si va dai semplici rifiuti urbani, dai sacchetti abbandonati per inerzia, agli inerti, ai copertoni, le batterie, agli ingombranti fino ad arrivare all’amianto. continua…
 C’era una volta un bosco dove tutto era bellissimo: i fiori avevano dei colori bellissimi e le foglie degli alberi erano lucide e verdi. Tutto sembrava avere vita perché quando soffiava il vento le foglie e i fiori si muovevano come una danza. Il bosco era abitato da una famiglia di lepri, da cinghiali e da volpi. Avevano una tana sotto un grande albero. Gli animali vivevano bene e non conoscevano la guerra. Un giorno tutto questo fu interrotto da un rumore fortissimo: era un cacciatore che aveva sparato. Il cacciatore aveva scoperto la tana delle lepri. I poveri animali avevano paura e chiesero aiuto al Grande Albero che aveva più di cento anni. continua…
 Agli inizi del 2000 in un paese chiamato Rovania posto sotto la M di mar Mediterraneo ci fu un grave problema di inquinamento. Questo paese era così inquinato che gli alberi fecero le valige e se ne andarono. Il cielo era grigio e il paesaggio era spoglio e senza nessun colore. In questo paese c’era uno scienziato chiamato “David Einstein” che voleva fare qualcosa per salvare il territorio dall’inquinamento.
Volle vedere gli alberi, ma ne vide uno in particolare, che era quello che vagabondava da più tempo, ed era il più triste, non solo per questo, ma anche perché aveva perso la sua famiglia a causa dell’inquinamento. continua…
 Cera una volta un boscaiolo che viveva in montagna in una piccola casetta. Vicino ad essa c’erano due boschi. Un giorno l’uomo decise di andare in entrambi i boschi per tagliare un po’ di legna perché gli era finita. Andò nel primo bosco. Era pieno di rifiuti, gli alberi erano morti e non c’era nemmeno un’ animale. Così andò nell’altro bosco.
Questo era pulito, senza nessun rifiuto, e continua…

Ecco la prima galleria del 2013 per i disegni dei bambini della Scuola elementare di Santo Stefano del Sole. E’ il quarto anno che siamo qui ed è dal 2008 che è iniaito il nostro viaggio per sensibilizzare i grandi allo sversamento dei rifiuti attraverso l’intelligenza e la creatività dei bambini. continua…

C’era una volta un alberello di nome Pino ed era circondato dai rifiuti.
Lui era triste perché in quel luogo vi si trovavano tantissimi rifiuti e tutti gli alberi erano infestati dai detriti come: lattine, bottiglie, divani, ruote, frigoriferi, vetri, plastica, rifiuti umidi, carta, erbe, eccetera.
Tutti gli alberi di quel posto erano tristi, ma ogni tanto venivano dei bambini a pulire le montagne. Gli alberi speravano che il giorno stesso venivano quei bambini. Quasi tutti i giorni i rifiuti erano portati in montagna. Pino si chiedeva perché quelle persone cattive venivano a portare i rifiuti in montagna infestandoli di detriti e sporcizie: piccolo Pino non capiva! continua…
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