Archivi categoria: Approfondimenti

Irpinia, il petrolio c’è già e si chiama canapa sativa.

Canapa sativa azienda Carrafone Di Conza  LioniIn Irpinia il petrolio naturale per sostituire le fibre tessili sintetiche, la plastica e il combustibile fossile c’è già: si chiama canapa sativa. E quanto valeva la canapa come materiale lo sapeva anche Henry Ford che nel 1941 realizzò la Hemp Body car con pannelli di plastica in canapa, alimentandola esclusivamente a bioetanolo. 

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Alta Irpinia: latte nobile e fieno di alta qualità. Una alternativa di sviluppo credibile

Mucche Azienda Serroni Ciccarella

Dal 18 al 21 settembre il Consorzio Formicoso Alta Irpinia sarà a «Cheese», Fiera internazionale del Formaggio che si tiene a Bra in provincia di Cuneo. Nello stand FAI del Latte nobile si degusterà la pasta prodotta con l’antica varietà di grano Senatore Cappelli, sarà presentato il progetto GranFora e si illustrerà il modello organizzativo e di filiera del Latte nobile.

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Wwf italia: proteggere i siti di nidificazione delle caretta caretta nel Cilento

tartarugaLettera del WWF Campania ai soci. Riceviamo e pubblichiamo con preghiera di diffusione.

Carissimi è con grande emozione che vi scrivo informandovi che tra i mesi di maggio e giugno sulle nostre coste, e precisamente sulle spiagge di Marina di Camerota e di Ascea nel Cilento in Provincia di Salerno, quattro tartarughe marine hanno deposto ben cinque nidi.
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Discariche abusive di rifiuti in montagna. Che fare?

20150318_142509E’ un dato di fatto: abbandonare i rifiuti in montagna è una offesa ambientale che non ha visibilità mediatica, non fa audience. Una lastra d’amianto frantumata, uno pneumatico bruciato, i residui di lavorazione delle attività artigianali smaltiti illegalmente, i cumuli di rifiuti indifferenziati in montagna non hanno lo stesso effetto della minaccia di un pozzo di petrolio. Eppure, in Irpinia, nei Picentini, le falde acquifere delle nostre montagne calcaree sono minacciate da migliaia di microdiscariche nelle aree in cui Alto Calore, Acquedotto Pugliese e Acquedotto ABC di Napoli prelevano migliaia di litri di acqua al secondo dissetando milioni di persone.

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Piana del Dragone sorgenti ancora a rischio

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La Piana del Dragone è un ecosistema fragilissimo in cui insistono molteplici centri di pericolo. Periodicamente la conca endoreica si allaga e l’acqua arriva nell’inghiottitoio carsico in interconnessione con le sorgenti più importanti dei monti Picentini. La vulnerabilità è molto alta dato che le sorgenti sono in diretta comunicazione con l’inghiottitoio tramite grossi canali carsici e non si sa fino a quando l’ecosistema della Piana riuscirà a depurare il carico inquinante proveniente dai Centri di pericolo che insistono nell’intero Bacino idrogeologico che comprende 12 comuni.
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Appennino Futuro. Laboratorio Transumante. Bisaccia, 8 Febbraio

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Cibo, territorio, ambiente, energia. 

L’8 febbraio nel Castello Ducale di Bisaccia parte “Appennino futuro. Laboratorio transumante” evento promosso da Slow Food, Salviamo il Paesaggio, piattaforma Forum ambientale dell’Appennino, L’Albero Vagabondo e con il patrocinio del Comune di Bisaccia. L’iniziativa coniuga agricoltura, ambiente, territorio e scelte energetiche per dimostrare che un’alternativa sostenibile alla speculazione energetica in atto nelle aree interne dell’Appennino meridionale è possibile, già c’è, si sta lentamente e spontaneamente costruendo. continua…

L’agro-resistenza del caciocavallo a chilometri zero

A cercarle sono tante, anche in Irpinia, in tempi di crisi, le piccole storie di resistenza e amore per la terra. Ad esempio a Volturara dove, nel cuore verde del Parco Regionale dei Picentini, accanto al fragile e stupendo ecosistema della Piana del Dragone, Ferdinando Pisacreta e sua moglie Adriana hanno puntato istintivamente sull’unica via d’uscita dalla crisi: tradizione, sinergia e filiera corta.

L’azienda, a conduzione familiare, è piccolissima, circa 20 ettari tra terra di proprietà e in affitto, soprattutto pascoli, nei quali le mucche sono allo stato semibrado. Solo nei mesi più freddi gli animali vengono alimentati da foraggio prodotto nei campi, mai con mangime acquistato, ma con fieno di erba medica e graminacee e la mungitura, come da protocollo, avviene sempre nella stalla alle cinque del mattino e al calare del sole. continua…