Torg

Torg entrò nel grande salone dove si riuniva il Consiglio della Galassia. Da tempo non c’erano stati episodi di violenza, ma stavolta il problema era assai grave e i pareri erano contrastanti: Torg ben sapeva che la decisione finale spettava… a lui.
Sul terzo pianeta di una stella di media grandezza in un braccio qualunque della Galassia la situazione era divenuta insostenibile e pericolosa a causa di una cultura di una specie che stava invadendo il pianeta, ormai ridotto allo stremo.
Per qualcuno, occorreva far saltare il pianeta per  evitare il contagio.
Torg si fece arrivare qualche immagine del pianeta e percepì la mente di alcuni esseri senzienti: erano gli alberi. C’erano altri esseri senzienti più grandi, chiamati foreste, che gli trasmisero angosciati messaggi di pace, pur nella grave situazione che stavano vivendo. La decisione fu presa immediatamente: il pianeta sarebbe stato salvato, perché questi esseri potessero continuare a vivere.
Così si salvò il terzo pianeta della stella Sole.
Il Consiglio passò quella sera in allegria: Torg non ne poteva più dalle risate quando gli spiegarono che una gran parte della specie che aveva causato tutti i problemi sul terzo pianeta di quella normalissima stella era convinta di essere al centro dell’Universo. Pensavano addirittura che tutto fosse fatto per loro!

Guido Dalla Casa

Un pensiero su “Torg”

  1. E’ proprio vero… se ci guardassimo da fuori ci renderemmo conto di quanto possano essere ridicoli i nostri pensieri e piccoli i nostri cuori. Da piccoli cuori e da pensieri ridicoli cosa può nascere se non qualcosa di nocivo, dannoso e stupido.
    Per rendere diversi cuori e pensieri dovremmo forse concentrarci meno su noi stessi ed osservare meglio quello e quelli che ci circondano, dovremmo possedere solo quello di cui realmente abbiamo bisogno e dovremmo uscire da noi stessi e cominciare a considerarci come minuscoli meteoriti che vagano nell’universo perché non hanno ancora trovato un posto che li possa ospitare. Perché di questo si tratta… le persone ancora faticano a comprendere che siamo tutti ospiti di questa terra: non è nostra, non ci appartiene, non ne possiamo fare ciò che vogliamo. Noi siamo solo di passaggio, lei resta qui… generosa, ospitale, disponibile, pronta ad accogliere chi verrà e a dare i suoi frutti. Il problema è che ci sono molte probabilità che questa terra, per come la stiamo trattando, riesca a dare soltanto mele avvelenate. Che prepotenti che siamo!!!!!!!!!!!

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