Acqua sonante: corridoi fluviali irpini al centro del palcoscenico

In collaborazione con l’«Anteprima Mostra Mercato del Tartufo Nero» il 20 e 21 ottobre, a Bagnoli Irpino, gli ultimi appuntamenti per il 2012 di Acqua Sonante: animazione territoriale e azioni culturali per un modello di sviluppo delle aree interne incentrato sui corridoi ecologici fluviali.
Continua «Tra I Sic i corridoi ecologici. I corridoi fluviali irpini» la campagna di informazione, educazione e politica ambientale di Amici della Terra Irpinia.
Si inizia Sabato mattina con il Laboratorio didattico alla scuola elementare comunale e il forum sui corridoi fluviali delle 16.30 presso la Sala consiliare e si prosegue con la proiezione del documentario «Irpinia terra di acque» presso il Convento di San Domenico alle 19.30. Alle 20.00 «Maria Nera», mitografia cantata di Caterina Pontrandolfo intorno alla Madonna Nera di Viggiano che racconta la questione petrolio in Val D’Agri e si intreccia alle recenti autorizzazioni ministeriali per la ricerca di idrocarburi nelle aree di alto pregio naturalistico dell’Irpinia. Alle 21.00 i Brigan, musica celtica e popolare. Domenica alle 10.00 escursione con prima tappa alla Sorgente Tronola con Verdiana Leone e le sue Armonie d’arpa. Il programma si conclude nel Centro Storico alle 18.30 con The Gang e il loro ultimo album dedicato al nuovo Umanesimo contadino. «La nostra proposta – afferma Luca Battista, presidente provinciale di Amici della Terra – è al netto della risoluzione prioritaria di tutte le contraddizioni che riguardano il tema delle acque superficiali e di falda; contraddizioni legate al pessimo stadio dei fiumi che fanno venir meno la componente essenziale: l’esistenza stessa dei corsi d’acqua. C’è un’attenzione e un impegno da parte di molti soggetti locali che stanno denunciando le criticità ambientali, in primis la mancanza di tutela del deflusso minimo vitale dei fiumi che evidenzia, a monte, un problema primario di gestione delle risorse idriche ancora peggiore dell’inquinamento. I temi dei fiumi e dei corsi d’acqua – un elemento che vorremmo centrale nel dibattito politico e culturale irpino – sono stati espulsi dall’agenda, percepiti come estranei dalle stesse popolazioni locali. Oltre ad una prima fase di confronto serrato con il mondo scientifico ed universitario e con una serie di attori locali e ad una analisi tecnico scientifica, disponibile sul sito www.corridoioecologico.it, abbiamo sviluppato, con Acqua sonante, un’offerta di fruizione delle risorse naturalistiche che prevede, tra l’altro, il coinvolgimento di artisti di rilievo nazionale che hanno a cuore modelli nuovi di sviluppo come The Gang, ma anche performance teatrali che sviluppano temi ambientali. In questo senso Maria Nera, di Caterina Pontrandolfo, con il pretesto del rapporto spirituale di una giovane lucana con la Madonna analizza le ricadute delle infrastrutture petrolifere in Val d’Agri, le promesse economiche disattese, l’emigrazione che continua e i temi ambientali così strettamente legati all’attualità irpina». Ma il progetto Nusco, l’esplorazione petrolifera di 700 ettari in 29 comuni irpini, tema sul quale il Comitato No Petrolio sta cercando di puntare i riflettori, è già una realtà. «Vorremmo capire – continua Battista – se la recentissima Strategia nazionale sull’energia, al netto degli opportuni approfondimento da condurre, possa realmente raggiungere gli obiettivi energetici europei entro il 2020 ed entro il 2050. C’è da valutare questi indirizzi rispetto alla situazione economica italiana contingente. In ogni caso, puntare sulla ricerca di giacimento di idrocarburi in queste aree dell’Appennino significa negare il valore della biodiversità, elemento centrale per le strategie economiche della comunità europea. Nel dibattito sulla nuova Politica Agricola Comunitaria il contadino diventa sentinella e attore per la costruzione dei corridoi ecologici, per l’investimento sul greening, per la creazione di aziende agricole multifunzionali e non più centrate solo sulla produzione. L’agricoltura e lo sviluppo rurale, senza avere la pretesa di essere alternativi ad altri modelli, possono essere centrali nella riconfigurazione di tutte quelle aree legate alla naturalità e all’ambiente. Dagli studi che ho fatto – conclude Battista – dalle relazioni che ho letto, non credo ci sia in Val D’Agri un’attività industriale estrattiva le cui ricadute sulle falde acquifere e sulla qualità dell’aria siano oggettivamente controllate e monitorate. Credo che l’Irpinia, il cui territorio ricade per il 25% all’interno della Rete Natura 2000, possa ambire ad un altro modello di sviluppo».

Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino 18/10/2012

Acqua Sonante

Bagnoli Irpino e Lago Laceno

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