La storiella della Gazza Birbantella

 

Una gazza l’altra sera,
mezza bianca e mezza nera,
si è rubata un brillantino
di rugiada e un fiorellino.

E così quel poverino
glielo ha detto alla ladrona:
«Io non sono l’orecchino
che ha smarrito la padrona!»

Il suo cane, sempre stanco,
dorme pure quando è giorno,
è un po’ pigro e muove un fianco
solo con la pasta al forno.

Il suo amico, mastro gatto,
di mestiere è schizzinoso,
dispettoso ed un po’ matto
anche quando è nuvoloso.

Sul muretto c’è un lombrico
che gli ha detto fischiettando:
«Quanto dista lì quel fico?
Sai, la fame vien mangiando!

Io mi sono dimagrito
per paura della gazza,
se mi vede giù nel prato
lei mi prende e poi mi ammazza!

L’altro giorno, di mattina,
mi son fatto una doccetta,
non l’avessi fatto mai!
E vualà a gazza Concetta!

Come ha visto un po’ brillare
si è buttata a più non posso,
ed io che potevo fare?
In un buco mi son messo!

C’era il cane che dormiva
ed il gatto che saltava,
la padrona e il fiorellino
che cercavan l’orecchino.

Ero solo, disperato,
non sapevo dove andare,
un lombrico in mezzo al prato
e una gazza ad aspettare.

Fortunato sono stato
a non essere mangiato
dalla gazza ladroncetta
che di nome fa Concetta.

Anche tu, fai attenzione
quando esci per i campi.
A Concetta puoi incontrare!
La fortuna te ne scampi!

Autrice Filomena D’Andrea. Per ulteriori informazioni sull’autrice e le sue attività consulta Makardìa <\em>

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