Dalle Ecomafie a Rifiuti Zero. Proiezione di Affari Sporchi a Caposele

Oggi a Caposele «Uniti nella Valle» presenta presso l’aula polifunzionale del Comune la sua prima iniziativa: «Dalle Eco-mafie a Rifiuti Zero». La rete di associazioni appena nata lamenta nella Valle del Sele e in Alta Irpinia una situazione ambientale critica sottolineando quanto il diritto alla salute sia sotto attacco. Non solo la questione degli ospedali e le discariche a cielo aperto, ma anche l’inceneritore di Oliveto Citra, ai confini con l’Irpinia, oramai completato e, per il quale, dopo la revoca del permesso della Regione in base alle osservazioni del «Comitato no inceneritore», si attende l’esito del ricorso al Tar a gennaio. Nato per la lavorazione degli scarti dell’agricoltura l’impianto è diventato poi inceneritore privato per rifiuti urbani e industriali all’interno di un’area SIC nei pressi del fiume Sele.
L’evento inizia con la visita alla sorgenti del Sele e ai musei leonardiani e delle acque e continua alle 19.30 con la proiezione del documentario «Affari sporchi» sul traffico illecito di rifiuti tossici in Campania. Il docu-film distribuito in Germania e Francia e mai trasmesso dalle televisioni italiane introdurrà il dibattito nel quale interverranno Alessandro Iacuelli, autore de «Le vie infinite dei rifiuti» e protagonista del filmato, Vincenzo De Luca, referente regionale per la proposta di legge di iniziativa popolare «Rifiuti Zero» e Maria Rosaria De Falco di «Let’s do it Italy». «Siamo finora 16 associazioni di diversi paesi della Valle – dichiara Concita Meo, referente dell’associazione Silaris – ma il numero è destinato a crescere. Il nostro obiettivo è creare eventi nei vari comuni per salvaguardare, tutelare e promuovere il territorio. Il prossimo appuntamento sarà il 12 luglio a Caposele con Alessio Ciacci, uomo ambiente 2012 ed ex assessore all’ambiente di Capannori, comune simbolo per la strategia rifiuti zero». Gli eventi vogliono portare alla attenzione delle amministrazioni le buone prassi in materia di gestione dei rifiuti, ma sono molti i comuni in tutta Italia, in Irpinia ad esempio c’è Cervinara dove organizza i tavoli l’associazione Microphonix, nei quali il 29 e 30 giugno è possibile sostenere il terzo Firma Day per presentare la proposta di legge Rifiuti Zero. «Dal 30 Giugno, per legge – afferma Vincenzo De Luca – la competenza in materia di raccolta e smaltimento dei RSU ritorna ai comuni che devono gestire in house il ciclo della raccolta differenziata senza affidarsi necessariamente ad una società esterna. La strategia Rifiuti Zero è un impegno politico alla minimizzazione dell’impatto del consumo dell’uomo sulla natura ed è un approccio pratico basato sulle tre R: Riduco, Riuso e Riciclo. Attraverso un’efficiente gestione del ciclo dei rifiuti, secondo i tre principi, è possibile minimizzare la quantità di rifiuto non riciclabile, secco indifferenziato, che viene conferito in discarica oppure bruciato in un inceneritore, sottraendo materia prima a queste macchine di morte. C’è poi una quarta R, Ri-progetta, ovvero concepire i prodotti di consumo e i loro imballaggi in una chiave eco-sostenibile». Ma quali sono le buone prassi e gli esempi da seguire? «La strategia migliore è la tariffa puntuale che responsabilizza il cittadino a produrre meno rifiuti e a riciclare meglio, altrimenti dovrà pagare di più. Si possono poi implementare compostaggio domestico, riciclo, piattaforme per la riparazione e il riuso, acquisti verdi, protocolli con gli esercenti, arrivando anche all’ 80/90% di differenziata. L’esempio è il comune di Capannori, ma, senza andare troppo lontano c’è anche Camigliano, in provincia di Caserta».
Da Il Mattino, Redazione di Avellino 30/06/2013, Virginiano Spiniello, adattato

Il documentario Affari Sporchi

Le vie infinite dei rifiuti, 2007 Altrenotizie e poi rieditato da Rinascita, 2008
Scheda introduttiva
L’inquinamento costante e sistematico dell’ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto “business dei rifiuti”
Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
“Le vie infinite dei rifiuti” è un’inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell’ormai cronica “emergenza rifiuti” della regione.

Per ulteriori informazioni consulta il sito ufficiale di Alessandro Iacuelli e leggi il libro Le vie infinite dei rifiuti in versione integrale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>