Terrà e libertà agricoltura biologica e biodinamica nei Picentini.

Chi lavora la terra sa che la lentezza è un valore, la pazienza un requisito, la costanza una necessità. A Montella, tra il Convento di San Francesco a Folloni e il fiume Calore è in atto, dal 2001, un vero e proprio “esperimento di sostenibilità ambientale”, una possibilità di economia altra interlacciata a realtà delimitate che globalmente, a piccoli, inesorabili passi recuperano alla Terra il rispetto dovuto. Giovanni di Genua, montellese, è il principale riferimento dell’esperimento “Accoglienza rurale Terra e Libertà” che fa parte della rete campana “Ragna-tela” (all’interno del movimento nazionale “Genuino Clandestino”) ed è anche uno dei rappresentanti nazionali di “Campagna per l’agricoltura contadina”. L’obiettivo comune è la libera lavorazione dei prodotti della terra secondo pratiche colturali legate all’agricoltura biologica, biodinamica, sinergica dove pesticidi e fitofarmaci sono aboliti e per le semine si usa ancora il calendario lunare.
Come è iniziato tutto?
Ho studiato economia ambientale, a Siena e poi ho deciso di tornare e restare. Non avevo mai lavorato la terra prima, non sapevo nemmeno cosa fosse una zappa, eppure, nel 2001, insieme a una decina di amici abbiamo scelto questa strada. Io sono sempre rimasto qui per dieci anni, a garantire un punto di riferimento per chi andava e veniva, partiva e, a volte, ritornava. Nel 2004 abbiamo raggiunto l’autosufficienza alimentare e, oltre alle nostre gallinelle, abbiamo preso una mucca, due maiali, tre pecore, li tenevamo allo stato brado e integravamo l’alimentazione con i residui delle colture alternando le fienagioni per il sovescio ai cereali. Nel 2005 e nel 2006 abbiamo raccolto i frutti e partecipato a tutta una serie di eventi comunicando all’esterno il nostro progetto. Quando l’auto sostentamento non ci bastava più si è posto per tutti noi il problema di generare reddito e abbiamo deciso di ristrutturare lo stabile per fare ospitalità, cultura e contesto. Dal 2008 siamo “Accoglienza rurale Terra e Libertà” che entrerà in funzione a pieno regime ad agosto.
E’ stato facile?
E’ stato complicato quanto lo è far quadrare bioedilizia e calcoli statistici e ancor di più seguire le pratiche per i finanziamenti europei. Eppure ci siamo riusciti. Le nostre strutture, adesso, hanno impianti di fitodepurazione per le acque reflue, solare termico per l’acqua calda, fotovoltaico per l’energia elettrica. Abbiamo usato solo calce, pietra e legno (il cemento non è ammesso in bioedilizia), tutto il legno proviene dai nostri fondi e le ditte impiegate, i materiali e gli artigiani sono locali. Siamo stati fortunati, abbiamo potuto intraprendere questa strada perché ne avevamo le potenzialità, siamo riusciti a entrare nel mercato seguendo ogni regola, ma restando coerenti alla nostra filosofia.
Il vostro è un caso emblematico, ma non tutti ce la fanno…
Chi produce per l’autosufficienza e vuole vendere il surplus – innescando così un processo di decrescita virtuoso – attualmente non può permettersi i costi fissati dalla legge visto che le direttive europee a livello nazionale e locale vengono semplicemente ricalcate non tenendo conto delle esigenze dei piccoli produttori. Ma ci sono luoghi, come in Trentino, dove si ragiona ancora in termini di uomo legato alla terra. Qui se hai cucina e bagno puoi preparare da mangiare, se vivi all’interno del tuo pezzo di terra puoi vendere il tuo prodotto sia fresco sia trasformato e senza bisogno di autorizzazioni sanitarie.
Quali sono le soluzioni che proporrete?
Sono riassumibili in due punti. 1) Genuino Clandestino (al cui interno ci sono i produttori, quelli che conservano i semi, la cultura, la conoscenza) propone la “certificazione partecipata” basata sulla conoscenza tra me che produco e te che consumi, abbattendo gli intermediari; non è una vendita è una produzione per conto terzi.
2) Campagna contadina (di cui fanno parte le associazioni e le organizzazioni di settore) si sta adoperando dal 2009 per una proposta di legge da presentare a tutte le realtà regionali al fine di consentire a chi produce in maniera naturale, a chi ha l’azienda all’interno del proprio fondo di consorziarsi con altre persone per vendere trasformare e distribuire i propri prodotti.
Per questo motivo a Napoli, a Piazza Mercato il 15 e il 16 aprile 2011 si terrà un incontro nazionale in preparazione del vertice mondiale per la sovranità alimentare di agosto a Krems, in Austria. Lì presenteremo di nuovo le nostre proposte.
E nel frattempo?
Dobbiamo prenderci cura della terra. Le persone non hanno più la conoscenza materiale della possibilità di trasformare le cose e anche se partecipano entusiasti ai nostri mercatini biologici il giorno dopo saranno costretti ad acquistare merci che non sono sostenibili, non sono in equilibrio. E’ evidente, non possiamo tornare indietro, però possiamo ricreare una società simile alla nostra attraverso un modello di decrescita. Sarà difficile, ma è l’unica strada percorribile visto che non possiamo restaurare la terra, ne abbiamo solo una. 

Autore Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino, 30 marzo 2011

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