Idea

L’Albero VagabondoR, il Guardiano della Montagna è una iniziativa ideata, progettata e realizzata nel 2008 dall’Associazione culturale Giovanni Spiniello (AGS) fino al 2013, anno in cui viene costituita l’Associazione culturale L’albero Vagabondo. Nasce da un’idea di Virginiano Spiniello che si occupa dell’ideazione, organizzazione e comunicazione dell’evento, nonchè di sperimentare e concretizzare un approccio didattico costruttivista ad interventi di educazione ambientale. L’Albero è stato realizzato come installazione artistica da Giovanni Spiniello per la prima volta nel Natale 2008 sui tetti del centro storico di Avellino come protesta contro la Discarica sul Formicoso. Diventa nei mesi e anni successivi un progetto più ampio con la speranza di generare interventi reali di pulizia e bonifica delle montagne minacciate dalle attività di sversamento dei rifiuti di cittadini e imprese nella generale indifferenza e inazione delle istituzioni sia per mancanza di fondi e risorse, sia per disinteresse.
La finalità dell’AGS, attraverso il coinvolgimento e l’interazione di vari attori (Organizzazioni, Associazioni, Scuole, Istituzioni, Comitati) è quella di sensibilizzare gli adulti, tramite i bambini, al rispetto delle montagne, dei boschi, dei fiumi, delle campagne.

L’Albero Vagabondo

L’Albero Vagabondo è una metamorfoggettografia composta da materiale “contaminante” (poliuterano espanso), rifiuti (scarti ferrosi, reti, etc.) verderame, supporti forniti dalla natura (pezzi di albero, ramaglie di ulivo, foglie, spighe).
Immaginiamo tutti questi materiali sparsi nelle piccole discariche abusive in montagna. Immaginiamoli prendere forma, mischiarsi in un ibrido plasmato e tenuto insieme dalla schiuma nociva del poliuterano espanso. Immaginiamo poi il verderame, elemento ancestrale, usato fin dai tempi degli antichi romani, fossilizzare il cielo, la speranza, nello sguardo dell’albero, ingentilendone l’aspetto. E poi la “semina del colore”, tecnica legata al gesto del fecondare la terra di un seme nuovo, alla semina del grano, ricoprire l’albero, tracciandolo, innervandolo.
Ed ecco che lo Spirito dell’albero ha preso forma ed è diventato l’Albero Vagabondo.

La festa del colore dell’Albero Vagabondo

Insieme ai bambini e ai ragazzi l’Albero Vagabondo avverte gli adulti del dolore dei boschi con una variopinta Festa del colore nella quale, insieme all’artista, si realizza l’installazione della T di terra. Ogni bambino riceve una tavoletta di legno, un pennello e quattro colori primari: giallo, rosso, blu e bianco. I toni neri e grigi sono banditi!
Alla fine della Festa del colore le tavolette e i lunghi striscioni di dieci metri vengono conservati in attesa di installarli quando gli adulti ripuliranno i boschi. Solo in quel caso l’Albero si trasforma e diventa Metamorfo ritornando con i bambini in montagna per portare insieme il loro messaggio di speranza nei boschi, su in montagna.

L’Albero Metamorfo

Mentre l’Albero Vagabondo è una provocazione, un urlo di protesta nato per, da e con i rifiuti che i cittadini abbandonano, l’Albero Metamorfo, invece, è un messaggio di speranza.
E’ lo sguardo di un essere primitivo che si guarda intorno e si costruisce da solo con gli elementi della natura: rami di pino e di ulivo per capelli, vimini, nidi di rondine abbandonati per cappello, radici di edera sradicate dalla neve sono il suo corpo, tavole di castagno il busto, frutti di passiflora gli tengono compagnia e pigmenti naturali a colorargli occhi, naso e bocca.

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