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Storie di uomini e animali dell’antica Irpinia tra scrittura e disegno

1[…] La mostra di Giovanni Spiniello che si è tenuta per una settimana nel centro della città, al Circolo della Stampa, e si è chiusa il 26 dicembre, ha a che fare con le parole in maniera particolare: molte delle tele sono infatti illustrazioni al libro del figlio Virginiano “La rivolta delle pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari” (ed. Il Papavero), che raccoglie, rielabora e inventa storie di animali e uomini. Lo scrittore ha il grande merito di cogliere elementi della mitologia irpina e di ricrearli in nuovi racconti; di non trattarli quindi come oggetti da museo ma come materia vivente, che si può continuare a sviluppare e creare. Nell’epoca della infiltrazione capillare dei mass media, del protagonismo finto, precario e illusorio sul palcoscenico quotidiano dei social network, Virginiano Spiniello ha capito che per comunicare non occorre alzare la voce o cliccare ‘mi piace / non mi piace’, ma bisbigliare; che per essere ascoltati bisogna ridiventare cantastorie. continua…

La rivolta delle pecore. Prefazione di Antonello Petrillo

Inutile raccontarvi della sterminata e a volte contraddittoria simbologia socio-antropologica della pecora nella comunicazione religiosa, politica e persino pubblicitaria: dai vangeli all’invenzione del danaro (pecunia), da Mussolini a Benetton, a grandi linee, questa storia la sapete già.
Così come sapete dell’uso politico che degli animali può farsi in letteratura: da Esopo a Dante, da Hobbes fino a Orwell. La verità è che mi piacerebbe leggeste questo libro con spirito pratico, come una sorta di manuale: utilizziamo da sempre le pecore per addormentarci; Spiniello, a quanto pare, ci mostra come usarle per svegliarci.
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La terra è stanca, difendiamo le sorgenti! Inizia la rivolta delle pecore, 20 dicembre Avellino

Inizia in un giorno qualunque, uno di quelli che sembrano uguali agli altri, ma in quel giorno qualcosa cambia. Non sappiamo cosa. É come un sasso che rotola su un altro sasso. Il sasso sposta un po’ di terra. E un giorno quella terra cadrà, non frenata più dalle radici dell’albero che la proteggeva dal vento e dalla pioggia. Ecco, quel giorno, le radici si spezzano e inizia la rivolta, la rivolta delle pecore.
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Il veleno dell’uomo, quando inizia la rivolta?

Il cane pastore ci guarda – disse la Pecora nera – e noi continuiamo a brucare, non sappiamo nemmeno se l’erba è buona”.
“Alcune, mi dice una sorella che veniva dalle terre alte, quelle dei lupi, hanno pastori che le stanno portando a pascere sui campi avvelenati.
“Nessun pastore – intervenne il capro espiatorio – vuole portare le pecore sui campi avvelenati, ma se dai campi esce quella cosa nera che puzza, o nell’aria si diffonde quella polvere sottile che brucia occhi e intestino. Ecco allora, io, credo noi dovremmo ribellarci”. continua…