{"id":134,"date":"2011-04-01T16:18:35","date_gmt":"2011-04-01T16:18:35","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.alberovagabondo.it\/?page_id=134"},"modified":"2023-06-15T20:45:16","modified_gmt":"2023-06-15T20:45:16","slug":"lo-spirito-del-re-albero","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?page_id=134","title":{"rendered":"Lo Spirito del Re Albero"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3833\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44-750x1024.jpg 750w, https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44-600x819.jpg 600w, https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/44.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a>C\u2019era una volta, sui monti Picentini, in Campania, un albero particolarmente triste e arrabbiato. Gli uomini non salivano pi\u00f9 in montagna a passeggiare o a coltivare la terra. Sempre pi\u00f9 spesso salivano con i loro mezzi a motore e abbandonavano sotto i suoi rami e quelli dei suoi figli e dei suoi amici tutto quello che gli dava fastidio, che non usavano pi\u00f9, che gli era venuto a noia.<br \/>\nCon la pioggia e col sole, col vento e, a volte, anche con la nebbia, gli uomini salivano e sporcavano. Solo con la neve l\u2019albero riusciva a riposare, quando la montagna era piena di bianco e tutto era candido e silenzioso.<br \/>\nC\u2019era, tra l\u2019altro, chi lasciava buste di plastica, chi lanciava vecchi materassi, chi abbondanava frigoriferi, motorini, anche vecchi giocattoli, purtroppo. Ai piedi degli alberi non c\u2019era pi\u00f9 l\u2019erba, non c\u2019erano pi\u00f9 le fragole, n\u00e9 le margherite.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Qualche albero era pi\u00f9 fortunato, ma solo perch\u00e9 si trovava lontano dalle strade asfaltate e dai sentieri. Le more crescevano ancora sui rovi, per\u00f2 i merli e i pettirossi non andavano pi\u00f9 a farci il nido. Era tutto sporco.<br \/>\nIn montagna salivano uomini giovani, vecchi, anche donne, eppure l\u2019albero non aveva mai visto dei bambini buttare via le cose. E allora sperava. Un giorno che le sue radici non ebbero pi\u00f9 spazio, che i suoi rami divennero tutti grigi, l\u2019albero preg\u00f2 forte e chiese aiuto. Il suo grido arriv\u00f2 lontano e tutta la montagna si svegli\u00f2, iniziando a chiamare le altre montagne. E i falchi presero a volare sempre pi\u00f9 in alto, lasciando stare i topolini sui prati e chiamando forte anche loro, insieme alle rondini che non se ne erano ancora andate.<br \/>\nL\u2019albero inizi\u00f2 allora il suo viaggio, scese dalle montagne. Non ce la faceva a camminare con le sue vecchie radici, quindi dovette lasciarle. Non ce la faceva e cerc\u00f2 di usare quello che c\u2019era intorno. Ma intorno c\u2019era solo spazzatura e dovette arrangiarsi. L\u2019albero era proprio arrabbiato e si fece forza. Si costru\u00ec un tronco di spazzatura e dentro c\u2019era anche parte dei suoi vecchi rami, c\u2019era ferro, plastica, di tutto.<br \/>\nProv\u00f2 ad alzarsi, allora, e a camminare e trov\u00f2 chi lo portasse dai bambini.E ai bambini, adesso che ha iniziato il suo viaggio, l\u2019albero vagabondo chiede aiuto. Vi chiede di disegnare una montagna bella come era prima, di dipingerla e di riportargliela l\u00ec. Di immaginare sorgenti chiare, fiumi, boschi, animali e di metterci dentro tutti i colori, tranne il nero e il grigio perch\u00e9 \u00e8 stanco e non ne vuole pi\u00f9 sapere di colori cos\u00ec adulti.&nbsp; Di mettere il bianco, il verde, il rosso e il marrone, il giallo e l\u2019arancione, il blu e l\u2019azzurro, il viola e ogni colore, ogni colore che riusciranno a immaginare. E adesso aspetta i bambini, tutti i bambini. E spera che con i loro colori riusciranno a divertirsi e a sognare, a giocare.&nbsp; E con il gioco ed il sorriso non sar\u00e0 pi\u00f9 arrabbiato. Anzi, al pensiero, gi\u00e0 adesso sorride, aspetta i loro colori cos\u00ec caldi e gioiosi, belli e forti, gli unici che potranno scacciare quei neri e grigi cos\u00ec tristi dalle sue montagne. E i lupi, le volpi, i falchi e i passerotti, gli scoiattoli e le civette, i gufi e i topolini, tutti gli animali aspettano i colori dei bambini, insieme ai faggi e ai castagni, alle querce e alla rosa canina, alle ortiche e al timo profumato. E\u2019 gi\u00e0 un concerto in montagna, ora che i bambini disegnano per tutti loro. E l\u2019albero vagabondo, contento, allarga il suo sorriso e non si ferma, continua a camminare. Vuole dirlo a tutti i bambini, perch\u00e9 tutti i bambini sanno ancora disegnare, giocare e sperare.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, sui monti Picentini, in Campania, un albero particolarmente triste e arrabbiato. Gli uomini non salivano pi\u00f9 in montagna a passeggiare o a coltivare la terra. 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