{"id":43,"date":"2011-02-24T21:08:14","date_gmt":"2011-02-24T21:08:14","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.alberovagabondo.it\/?page_id=43"},"modified":"2011-04-10T13:44:38","modified_gmt":"2011-04-10T13:44:38","slug":"favola-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?page_id=43","title":{"rendered":"Il ritorno del Re Albero"},"content":{"rendered":"<p><em>Lo spirito del re albero torna alle sue montagne<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align:justify;\">            \n\t\t<div class=\"ngg-gallery-singlepic-image ngg-left\" style=\"max-width: 170px\">\n\t\t\t    \t<a href=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/gallery\/favola-mia-1\/il-volo.jpg\"\n\t\t     title=\"\"\n             data-src=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/gallery\/favola-mia-1\/il-volo.jpg\"\n             data-thumbnail=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/gallery\/favola-mia-1\/thumbs\/thumbs_il-volo.jpg\"\n             data-image-id=\"97\"\n             data-title=\"il-volo\"\n             data-description=\"\"\n             target='_self'\n             class=\"shutterset_29513d31a5955227f708b130bbe65186\">\n            <img class=\"ngg-singlepic\"\n             src=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/gallery\/favola-mia-1\/cache\/il-volo-nggid0297-ngg0dyn-170x243x100-00f0w010c010r110f110r010t010.jpg\"\n             alt=\"il-volo\"\n             title=\"il-volo\"\n              width=\"170\"               \/>\n    \t<\/a>\n\t\t      <\/div>\n        Un falco grida il suo benvenuto. Lo Spirito del Re Albero ha lasciato l\u2019Albero Vagabondo ed \u00e8 tornato alle sue montagne. E\u2019 venuto a salutare gli amici faggi e castagni, le volpi e i tassi, i gufi e le civette, gli scoiattoli e le donnole saltellanti. Ma non c\u2019\u00e8 allegria nel bosco. I passerotti si affacciano spaventati, i picchi battono una melodia nuova sui rami dei pini rossi, le cornacchie avvisano rumorosamente che qualcosa non torna. La vecchia volpe rossa si avvicina allo Spirito del Re Albero e gli racconta che gli uomini continuano ad abbandonare rifiuti in montagna, nonostante i bambini, nonostante tutto.<br \/>\nAnche dopo le grandi feste del colore degli ultimi anni i grandi non hanno imparato la lezione. Non solo continuano a sversare rifiuti, ma li ricoprono con la terra e li nascondono dove non li si possa trovare facilmente. Come se il danno fosse solo per gli altri e non anche per i loro figli, i loro nipoti. Da quei rifiuti l\u2019acqua delle sorgenti verr\u00e0 inquinata per centinaia di anni. Inoltre, a valle, continuano a produrre tanti di quei rifiuti che non sanno dove metterli. E anche se ci sono dei posti pi\u00f9 sicuri per le lavatrici vecchie, per le ruote e le batterie delle macchine, per la plastica e i rifiuti in genere, i grandi continuano a portare tutto in montagna.<br \/>\nMagari si sforzano e si affaticano per portare tutto l\u00ec, tra gli alberi, e non si interrogano nemmeno &#8211; perch\u00e9 si sa, porsi delle domande costa fatica &#8211; su dove vanno messi i loro rifiuti. Eppure i bambini, solo a dirglielo, avrebbero spiegato tutto ai grandi, gliel\u2019avrebbero fatto capire bene. Perch\u00e9 &#8211; anche questo si sa &#8211; i bambini capiscono tutto pi\u00f9 velocemente e meglio dei grandi.<br \/>\nA questo punto lo Spirito del Re Albero \u00e8 stanco. Stanco di condividere queste considerazioni con una vecchia volpe che la pensa come lui, ma non pu\u00f2 farci niente. Pensava che gli uomini avrebbero capito non le sue parole, ma almeno quelle dei bambini. E se anche i bambini, crescendo, si sarebbero dimenticati del bosco? A cosa sarebbe valso? A cosa sarebbe servito. Tanto varrebbe, pensava lo Spirito del Re Albero, mentre contemplava inorridito un vecchio frigorifero abbandonato, seguire gli elfi e le fate e abbandonare la Terra agli uomini. Meditava di lasciare l\u2019Albero Vagabondo e di andare via, nella Terra Incantata, portando con s\u00e9 tutti gli animali del bosco e gli alberi che potevano seguirlo.<br \/>\nIl vento Antonio, un vento che sempre lo aveva sostenuto, inizi\u00f2 a soffiare dolcemente e gli scompigli\u00f2 le frondose chiome, i rami pensosi e forti che si protendevano verso il cielo. Lo Spirito del Re Albero, allora, si mosse lungo la strada che portava a casa sua, su in alto. Nella foresta dei faggi i sentieri sono distrutti dai quad che salgono a scorazzare, molti suoi antichi compagni sono stati abbattuti: l\u2019uomo arriva anche dove prima non riusciva a salire. Il vento Antonio soffia ancora pi\u00f9 dolcemente e, da lontano, il Re Albero vede un vecchio lupo avvicinarglisi. Ha fatto un lungo viaggio &#8211; viene dalle montagne del nord &#8211; ed \u00e8 stanco, vuole incontrare lo Spirito del Re Albero.<br \/>\n&#8211; Nei boschi del nord la situazione \u00e8 la stessa &#8211; dice il lupo ansimante, quasi sta per crollare. Un leprotto spaventato gli si avvicina e lo sorregge, in questi casi anche il tuo peggior nemico \u00e8 un alleato.<br \/>\n&#8211; Su compare lupo, &#8211; gli fa tremante, sorreggendolo &#8211; fermati un po\u2019, ti prego.<br \/>\nIl lupo si posa sulle zampe anteriori e poi, pian piano, si mette a cuccia, ai piedi dell\u2019Albero di Faggio dove lo Spirito \u00e8 tornato.<br \/>\nSente che il Re Albero non vuole pi\u00f9 correre, non vuole essere pi\u00f9 l\u2019Albero vagabondo, non gli importa pi\u00f9 niente nemmeno dei suoi alberi, degli animali e dei bambini.<br \/>\n&#8211; Il vento Antonio ha iniziato a soffiare ieri mattina, all\u2019alba, \u2013 cominci\u00f2 il lupo. Ma il Re non rispose.<br \/>\n&#8211; Quando soffia in quel modo particolare tu sai che non gli si pu\u00f2 proprio dire di no. E allora l\u2019ho seguito. Vengo dalle montagne del nord e ho corso a perdifiato tutto il giorno e la notte. Per venire su questa montagna ho attraversato tutte le altre e in ogni montagna c\u2019erano cumuli di immondizia, nessuna si salva.<br \/>\nSi ferm\u00f2 un attimo, perch\u00e9 gli sembrava che il faggio dove si era rifugiato il Re Albero stesse scricchiolando.<br \/>\n&#8211; Ma in ogni montagna, prosegu\u00ec, gli alberi parlavano di questi bambini e dei loro genitori, dei loro maestri e di tutti quelli che salivano a vedere cosa potevano fare, o almeno a vedere quanto \u00e8 bella la montagna, prima che finisca. Il faggio bofonchi\u00f2 qualcosa, ma non parl\u00f2.<br \/>\n&#8211; Capisci, disse il lupo, &#8211; che sono solo agli inizi. Sono decine e decine di anni che gli uomini si comportano cos\u00ec, non puoi pensare di cambiare tutto in due estati e in due autunni e non puoi andare via adesso.<br \/>\nIl faggio che era il Re Albero si agit\u00f2 e parl\u00f2.<br \/>\n&#8211; No, non andr\u00f2 ancora via, non del tutto. Forse, lentamente, scomparir\u00f2. Saranno i bambini (e chi mi vorr\u00e0) che mi dovranno cercare. Saranno loro che dovranno salire in montagna e venire a trovare me e tutti voi animali. Il mio Spirito resta ancora nell\u2019Albero Vagabondo e nell\u2019Albero Metamorfo, ma io sono qui, resto con i miei amici alberi, vicino alle sorgenti. Aspetter\u00f2 ancora per vedere cosa faranno a queste montagne e ogni ferita sar\u00e0 la mia, perch\u00e9 non posso stare pi\u00f9 lontano dai miei fratelli.<br \/>\nIl lupo cap\u00ec, si alz\u00f2 e torn\u00f2 alla sua foresta, tra le montagne, al nord. A tutti quelli che gli chiedevano il lupo disse: \u201cadesso dipende tutto dai bambini\u201d. Chi restava sorpreso, chi perplesso, chi sorrideva, contento.\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spirito del re albero torna alle sue montagne Un falco grida il suo benvenuto. Lo Spirito del Re Albero ha lasciato l\u2019Albero Vagabondo ed \u00e8 tornato alle sue montagne. 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