{"id":1260,"date":"2011-10-14T20:12:46","date_gmt":"2011-10-14T20:12:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1260"},"modified":"2011-10-14T20:50:46","modified_gmt":"2011-10-14T20:50:46","slug":"calore-lucano-un-fiume-part-time-nel-parco-del-cilento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1260","title":{"rendered":"Calore Lucano, un fiume part time nel Parco del Cilento"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1260\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1262\" title=\"calore2\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/calore2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Dalle pendici settentrionali del Monte Cervati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, nasce il Calore Lucano. Qui il Lupo e l\u2019Aquila sono ancora il re dei boschi e la regina delle montagne, la lontra ha il suo territorio di caccia, e il vento prova ad insinuarsi nelle grotte, poi discende lungo le forre, spazzola le antiche carcare e soffia tra gli antichi sentieri, una volta calpestati dai briganti. E\u2019 una terra protetta da tante leggi, ma non dall\u2019uomo che, pure, quelle leggi le ha create: Patrimonio Unesco, Riserva di Biosfera, Geoparco  <!--more continua...-->mondiale, Sito di Interesse Comunitario, Zona a Protezione Speciale. Riserva integrale, Area Natura 2000. Nonostante tutto, quattro mesi l\u2019anno, il fiume sparisce. I sassi bianchi, disseccati e le rare pozze in cui l\u2019acqua, lentamente, scompare. Tutta quella biodiversit\u00e0, di cui si mena gran vanto, svanisce insieme all\u2019acqua, costantemente, da trenta anni. Pasquale Di Perna, ingegnere, promotore della <a href=\"http:\/\/www.petizionionline.it\/petizione\/non-ce-futuro-se-il-calore-e-totalmente-in-secca\/4943\">Petizione on line<\/a> e del gruppo Facebook Gole Nord Calore Piaggine, sta diffondendo le immagini spettrali del Calore Lucano in secca e raccogliendo, progressivamente, interesse intorno ad un argomento di fondamentale interesse per il Cilento interno.<br \/>\n<strong>Perch\u00e9 il Calore Lucano \u00e8 in secca?<\/strong><br \/>\nDa oltre trent\u2019anni il Calore Lucano \u00e8 in secca durante tutto il periodo estivo, per circa quattro mesi. La sorgente del fiume &#8211; oltre 80 litri al secondo &#8211; viene captata interamente dal Consorzio Acquedotto Calore Lucano che ne distribuisce, per\u00f2, circa 46 litri. Non si capisce l\u2019acqua non captata dove vada a finire, visto che hanno anche costruito, di recente, una nuova conduttura. In una zona superprotetta si disattende alle normative ambientali prosciugando le sorgenti con gravi danni all\u2019ecosistema fluviale del Cilento interno.<br \/>\n<strong>Con quali conseguenze? <\/strong><br \/>\nGli abitanti di Piaggine,Valle dell\u2019Angelo,Campora, Laurino, Magliano Vetere, Felitto e Castel San Lorenzo subiscono non solo un danno ambientale, ma anche economico: il turismo naturalistico \u00e8 una concreta realt\u00e0 per il Cilento interno. Sono a rischio le attivit\u00e0 stagionali e gli allevatori e agricoltori hanno seri problemi. Inoltre, il fenomeno potrebbe evolversi e diventare un problema sanitario, visto che, a valle di Piaggine, i depuratori non funzionano e, non essendoci acqua in abbondanza per diluire i batteri, c\u2019\u00e8 il rischio di malattie come la salmonella. L\u2019ecosistema fluviale \u00e8 fragilissimo e il patrimonio florofaunistico del Parco del Cilento non pu\u00f2 essere compromesso. Abbiamo ancora un animale simbolo come la lontra. E\u2019 un bene da tutelare.<br \/>\n<strong>Voi cosa proponete? <\/strong><br \/>\nSi deve studiare bene quale \u00e8 il deflusso minimo vitale, cos\u00ec come normato nel decreto legislativo 156 del 3 aprile 2006, il Codice dell\u2019Ambiente. Bisogna, cio\u00e8, individuare quale \u00e8 la quantit\u00e0 minima di acqua necessaria alla vita del fiume che non pu\u00f2 essere captata e, poi, rilasciarla. Le soluzioni ci sarebbero. Si potrebbe creare un sistema di chiuse piccole, con traverse e piccoli invasi che permetterebbero di gestire la risorsa idrica nei periodi di magra e salvare la vita del fiume. L\u2019altra soluzione \u00e8 prelevare l\u2019acqua dalla nuova diga dell\u2019Alento che \u00e8 in grado di alimentare tutto il bacino a valle comprendente Agropoli e i comuni che poi vengono alimentati dal Calore Lucano. La diga \u00e8 stata realizzata per far fronte alle emergenze idriche su tutta la costa del Cilento, ma \u00e8 stata utilizzata per un solo giorno l\u2019anno scorso.<br \/>\n<strong>Come contate di organizzarvi sul territorio? <\/strong><br \/>\nL\u2019iniziativa della petizione \u00e8 partita agli inizi di settembre e, attualmente, stiamo costituendo una libera associazione \u201cVivalcalore\u201d, non connotata politicamente, che aggregher\u00e0 tutta la Valle del Calore Lucano ed i territori limitrofi ed avr\u00e0 un referente per ogni comune. Ci occuperemo del deflusso minimo vitale e di tutta una serie di diritti ambientali violati nelle nostre aree. Dobbiamo salvaguardare una risorsa naturalistica strategica nel cuore dell\u2019incantevole Parco del Cilento. E\u2019 necessaria la partecipazione di tutti.<br \/>\n<em> Autore Virginiano Spiniello, su <a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/acque\/secca_calore_lucano_parco_cilento.html\">Il Cambiamento<\/a> <\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle pendici settentrionali del Monte Cervati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, nasce il Calore Lucano. 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