{"id":1836,"date":"2012-11-12T17:02:21","date_gmt":"2012-11-12T17:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1836"},"modified":"2012-11-12T17:22:39","modified_gmt":"2012-11-12T17:22:39","slug":"i-rischi-delle-estrazioni-petrolifere-in-alta-irpinia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1836","title":{"rendered":"I rischi delle estrazioni petrolifere in Alta Irpinia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1836\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/111-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"111\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1837\" \/><\/a> Il recente Piano Energetico Nazionale prevede il raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi e l&#8217;Irpinia rientra nei territori appetibili per le societ\u00e0 di esplorazione. Cosa ne pensano i Comuni e quali sono i rischi secondo gli esperti? Tra i sindaci interessati Carmine Petruzzi di Gesualdo &#8211; dove \u00e8 previsto il primo pozzo esplorativo &#8211; lamentando la scarsa informazione,  dichiara la sua contrariet\u00e0 sostenendo che, aspettando le decisioni della Regione, se ne discuter\u00e0 nel prossimo consiglio comunale. \u00abDopo il convegno di giugno &#8211; afferma il sindaco di Nusco, De Mita \u2013 nel quale sono stati evidenziati i rischi idrogeologici, sismici e oncologici ho riconsiderato la mia posizione inizialmente favorevole. <!--more continua...--><br \/>\n Ci sono grandi rischi, ma pu\u00f2 essere anche una risorsa che potremmo poi rimpiangere, per questo motivo, dopo una fase informativa e un nuovo convegno entro fine anno, in parallelo con il Comitato no Petrolio, ritengo si  debba avviare una consultazione  referendaria per capire cosa ne pensa la popolazione. Bisogna informare ma anche creare un nucleo organizzato di sindaci che si relazioni con chi verr\u00e0 sul territorio perch\u00e9 andando in ordine sparso si ripeteranno gli errori dell&#8217;industrializzazione. Questo territorio non pu\u00f2 essere colonizzato e poi di nuovo abbandonato\u00bb. C&#8217;\u00e8 poi il no totale e secco di Bagnoli Irpino. \u00abNon \u00e8 una strada praticabile &#8211; sostiene il sindaco Chieffo &#8211; per i rischi ambientali e innanzitutto per la vocazione del territorio. Noi siamo impegnati su questioni come il cinipide galligeno, la perdita delle risorse dell&#8217;acqua, il tartufo. Siamo per l&#8217;economia della montagna e guardando alla Val d&#8217;Agri sembra che le estrazioni petrolifere non siano un&#8217;esperienza economicamente vantaggiosa, ma una vera e propria diminutio\u00bb. Venendo ai rischi Franco Ortolani, ordinario di Gelologia alla Federico II di Napoli concorda sul probabile impatto su attivit\u00e0 agricole di pregio e i bacini idrografici, \u00abma il rischio maggiore &#8211; sottolinea Ortolani &#8211; sono le faglie sismogenetiche attive. Africa e Europa convergono fornendo una carica tettonica  al sottosuolo e quando si superano certi valori di attrito le faglie si muovono e danno origine ai terremoti. Eppure le valutazioni ambientali delle attivit\u00e0 petrolifere non tengono affatto conto dello stato della tettonica attiva. Non si sa dove sono esattamente le faglie attive, n\u00e9 si conosce la loro morfologia, n\u00e9 gli effetti sulla delicatezza degli equilibri delle faglie dei fluidi iniettati per favorire l&#8217;estrazione degli idrocarburi. Come fai a dire che non c&#8217;\u00e8 interferenza con la sismicit\u00e0 se non sai dove sono le faglie attive? La legge italiana deve essere modificata in tal senso e bisogna bloccare le perforazioni in queste aree. A Gesualdo l&#8217;ultimo terremoto \u00e8 del 1730 quindi si suppone ci sia parecchia energia accumulata. Se ci fosse un terremoto la rottura dei tubi provocherebbe dispersione di idrocarburi con incidenti anche di notevole importanza. Nell&#8217;area vi sono faglie che mettono in connessione il profondo della crosta con la superficie perch\u00e9 ci sono risalite di fluidi utilizzati anche per scopi terapeutici, come le terme a Villamaina, ma anche la Mefite. Iniettare dei liquidi pu\u00f2 favorire lo scorrimento delle faglie e la dispersione di idrocarburi nei fluidi che risalgono in superficie causandone l&#8217;inquinamento\u00bb. \u00abProbabilmente il petrolio sar\u00e0 lo stesso della Val d&#8217;Agri &#8211; afferma infine Antonio Marfella, oncologo del Pascale e responsabile regionale ISDE, associazione internazionale medici per l&#8217;ambiente &#8211; e visto che nasce da una piattaforma tettonicamente ballerina e vulcanica sar\u00e0 pieno di residui solforosi. L&#8217;H2S (idrogeno solforoso) non \u00e8 cancerogeno come gli idrocarburi, ma la dispersione di residui solforosi mette a rischio la qualit\u00e0 dell&#8217;aria e incide sul sistema respiratorio delle persone nonch\u00e9 sul patrimonio zootecnico e agroalimentare, come \u00e8 accaduto in Val d&#8217;Agri. Poich\u00e9 il petrolio non pu\u00f2 essere immediatamente portato in condutture e raffinato bisogner\u00e0 costruire impianti di raffinazione che sono impianti insalubri di classe prima per l&#8217;alta concentrazione di materiale solforoso e petrolifero che \u00e8 cancerogeno. L&#8217;impatto degli impianti di raffineria \u00e8 evidente e la casistica degli incidenti verificatisi \u00e8 nota. Non ci possiamo permettere una dispersione di idrocarburi negli acquiferi &#8211; vedi il caso del lago Pertusillo in Basilicata &#8211; visto che l&#8217;Irpinia fornisce acqua a milioni di persone in Campania e Puglia\u00bb.<\/p>\n<p><em>Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino 12\/11\/2012 <\/em><\/p>\n<p><strong> Progetto Nusco OronerOroblu &#8211; Documentario a cura di Virginiano Spiniello su Tesori d&#8217;Irpinia <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">\n <iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"345\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/-nq919L2dq8?rel=0&#038;autoplay=1\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Scheda generale e dichiarazioni Comitato No Petrolio<\/strong><br \/>\n<br \/>\n<figure id=\"attachment_1846\" aria-describedby=\"caption-attachment-1846\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/a1.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/a1-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"a\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"size-thumbnail wp-image-1846\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1846\" class=\"wp-caption-text\">Amato della Vecchia <\/figcaption><\/figure>Il 19 settembre l&#8217;Italmin exploration e la Compagnia Generale Idrocarburi &#8211; che ha rilevato a giugno l&#8217;80% delle quote del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi Nusco &#8211; hanno presentato alla Regione Campania lo studio di impatto ambientale per la realizzazione del pozzo esplorativo Gesualdo 1. Entro il 19 novembre scade il termine per le osservazioni e se la verifica ambientale sar\u00e0 superata si triveller\u00e0 fino a 2000 metri per capire se l&#8217;Alta Irpinia potrebbe essere la nuova Val d&#8217;Agri. Il progetto di ricerca di idrocarburi denominato Nusco riguarda un&#8217;area di 698,5 kmq e interessa  45 Comuni in Alta Irpinia, Valle Ufita e Calaggio e un comune, Apice, nel Beneventano. L&#8217;iter burocratico per la concessione del permesso \u00e8 iniziato nel 2002 con l&#8217;istanza presentata dall&#8217;Italmin Exploration che ha ricevuto nel 2003 il parere favorevole dal Comitato tecnico per gli idrocarburi e la geotermia. Nel 2006 la societ\u00e0 presenta la valutazione di impatto ambientale al Settore Tutela Ambiente della Regione Campania. Il 13 ottobre 2008 la Regione Campania d\u00e0 parere favorevole di compatibilit\u00e0 ambientale per le analisi delle linee sismiche mentre per eventuali esplorazioni rimanda a successive valutazioni ambientali. Il giorno dopo, il 14 ottobre, si tiene la seconda conferenza dei Servizi &#8211; la prima, nel 2007, riguardava le Province e la Regione &#8211; alla quale vengono invitati la Soprintendenza Archeologica e i Comuni interessati. Sono presenti solo i Comuni di Carife, Cassano Irpino, CastelBaronia, Castelvetere, Nusco, San Mango, Vallata che richiedono di essere informati &#8220;circa la realizzazione delle opere e delle infrastrutture di ricerca&#8221; ma non presentano eccezioni. Solo il Comune di Luogosano delibera \u00abritenendo opportuno non concedere l&#8217;autorizzazione per salvaguardare l&#8217;integrit\u00e0 del territorio coltivato prevalentemente a vigneti e oliveti\u00bb ed ottiene nel 2009 ai sensi della legge 241\/90 l&#8217;esclusione dall&#8217;area di ricerca. Il 9 aprile 2010 viene convocata una terza conferenza dei servizi che va deserta e il 21 ottobre 2010 viene conferito dal Ministero il permesso di ricerca Nusco per un periodo di sei anni; inizialmente per un\u2019estensione di kmq 69,85, successivamente, il 25 febbraio 2011, ampliata fino a 698,5 kmq. La notizia non filtra fino a giugno 2012 &#8211; quindi oltre i termini concessi per eventuali ricorsi \u2013 quando, allertato dal Comitato nel Vallo di Diano, si forma il Comitato No Petrolio in Alta Irpinia a Nusco che si attiva per realizzare attivit\u00e0 informative sul territorio. Il 30 giugno c&#8217;\u00e8 un primo convegno a Nusco. Durante l&#8217;estate i comuni interessati vengono invitati ad aderire al Comitato, ma solo Bagnoli Irpino, che fa parte dell&#8217;Associazione nazionale Comuni Virtuosi, delibera in favore. Il 29 settembre viene organizzato sempre a Nusco, con la partecipazione dell&#8217;amministrazione comunale, un secondo convegno ristretto ai sindaci e in questa sede, come riporta Amato della Vecchia del Comitato No Petrolio \u00aberano presenti rappresentanti di quindici comuni che hanno preso l&#8217;impegno di informarsi, non di andare contro il petrolio, visto che molti di loro non erano nemmeno al corrente della situazione. Attualmente &#8211; continua Della Vecchia &#8211; stiamo preparando le osservazioni da presentare in Regione e pensiamo di informare insieme alle istituzioni anche le attivit\u00e0 economiche presenti sul territorio visto che riteniamo incompatibili le attivit\u00e0 agroalimentari di eccellenza &#8211; castagne dop, tartufo, vini docg, oliveti &#8211; con l&#8217;estrazione petrolifera. Oltre ai rischi sismici conclamati, ricordiamo che l\u2019area \u00e8 caratterizzata dalla presenza del bacino idrografico pi\u00f9 esteso del meridione, \u00e8 percorsa dai fiumi Ofanto, Calore, Ufita e la sua alta valenza naturalistica \u00e8 testimoniata da siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale\u00bb.<br \/>\n<em>Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino 12\/11\/2012 <\/em><br \/>\n<br \/>\n<strong>Intervista Gino Cortellazzi, societ\u00e0 esploratrice<\/strong><br \/>\n<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/1111.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/1111-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"111\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1847\" \/><\/a>Nella attuale fase di ricerca i rischi ambientali sono minimi o inesistenti, ma nella eventuale fase estrattiva e di lavorazione gli esperti parlano di criticit\u00e0 relative ad emissioni nocive e faglie sismiche. E\u2019 necessario, quindi, per una maggiore completezza, confrontarsi con la societ\u00e0 che si occupa del pozzo di esplorazione Gesualdo 1. \u00abSiamo in una fase esplorativa &#8211; afferma Gino Cortellazzi, procuratore della Compagnia Generale Idrocarburi che detiene l&#8217;80% del Permesso di Ricerca &#8211; speriamo che il petrolio ci sia, ma non c&#8217;\u00e8 niente di certo. Vedremo. Finora l&#8217;indagine sismica, non invasiva, acquisita sulla base dei dati del Ministero e delle altre compagnie che hanno lavorato sul territorio negli anni &#8217;60, ha indicato nell&#8217;area di Gesualdo una possibilit\u00e0 di ritrovamento di idrocarburi. Certo, si pu\u00f2 rinvenire idrogeno solforato (H2S) e in base al programma di produzione pu\u00f2 essere trattato dove c&#8217;\u00e8 l&#8217;estrazione o in un altro luogo di destinazione, ma con un aggravio dei costi. Durante le nostre fasi di produzione rischi di sversamento non ce ne sono, salvo incidenti. L&#8217;impianto di trattamento raccoglie l&#8217;olio di pi\u00f9 pozzi ed \u00e8 qui il maggior rischio per la dispersione di idrocarburi dato che si utilizzeranno probabilmente camion che gireranno su strada, considerando che nell&#8217;area non ci sono n\u00e9 strutture di produzione, n\u00e9 pipeline. Ma voglio sottolineare che l&#8217;industria estrattiva \u00e8 oggi una delle pochissime attivit\u00e0 industriali che limita il pi\u00f9 possibile i danni ambientali, rispettando tutte le regole e limitando le emissioni al minimo impatto possibile. Gli inceneritori bruciano i gas esausti e non abbiamo emissioni in atmosfera se non CO2. L&#8217;H2S \u00e8 un gas velenosissimo, anche letale ma \u00e8 solo una questione di quantit\u00e0 e concentrazione nell&#8217;ambiente. A Pozzuoli lo si sente in continuazione, ed in piccole quantit\u00e0, nelle solfatare, viene anche utilizzato nelle cure della pelle\u00bb. \u00abAll&#8217;interno di un sistema permeabile &#8211; continua Cortellazzi, riferendosi alle altre questioni citate &#8211; il fluido si muove pi\u00f9 o meno liberamente in un sistema poroso che \u00e8 la roccia contenente l&#8217;olio. Se portiamo via un mq di roccia e lo rimpiazziamo con un mq di fluido \u00e8 solo uno spostamento che ci permette di sfruttare al massimo il recupero del petrolio, la pressione rimane inalterata, il problema non sussiste. Le formazioni presenti, i calcari dell&#8217;Apula, sono molto robuste e non avranno degli scombussolamenti. Inoltre non sono previste operazioni di fratturazione che consistono nel pompare fluidi ad una portata tale da spaccare la roccia. E per i rischi sismici, a meno che non si faccia il pozzo proprio sopra una faglia i tubi hanno sempre resistito, anche ai terremoti. Possono sorgere dei problemi quando entrano in contatto con il sale che \u00e8 una formazione plastica nella quale agiscono forze laterali che riescono a schiacciare i tubi, ma non a romperli\u00bb. Ma quando si sapr\u00e0 se c&#8217;\u00e8 il petrolio? \u00abSe viene approvata la valutazione ambientale da parte della Regione bisogna ricevere dall&#8217;Ufficio Nazionale Minerario l&#8217;autorizzazione a perforare che in genere \u00e8 contestuale. In un paio di mesi allestiremo la piattaforma ed inizier\u00e0 l&#8217;esplorazione, dopo circa un mese sapremo se c&#8217;\u00e8 il petrolio\u00bb. 100 giorni all&#8217;incirca allora e si sapr\u00e0, qualora la valutazione di impatto ambientale sia approvata, se in Irpinia c&#8217;\u00e8 davvero il petrolio.<br \/>\n<em>Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino 12\/11\/2012 <\/em><\/p>\n<p><strong> Documentazione<\/strong><br \/>\n <a href='http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/via-GESUALDO1.pdf'>Valutazione impatto ambientale Gesualdo<\/a><br \/>\n<br \/>\n<a href='http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/valutazione-di-incidenza.pdf'>Valutazione di incidenza ambientale Progetto Nusco<\/a><br \/>\n<br \/>Per ulteriori informazioni consulta la pagina del  <a href='https:\/\/www.facebook.com\/groups\/nopetrolioinaltairpinia\/?ref=ts&#038;fref=ts'>Comitato no petrolio in Alta Irpinia<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente Piano Energetico Nazionale prevede il raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi e l&#8217;Irpinia rientra nei territori appetibili per le societ\u00e0 di esplorazione. 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