{"id":1972,"date":"2013-02-16T14:10:09","date_gmt":"2013-02-16T14:10:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1972"},"modified":"2013-04-09T15:09:33","modified_gmt":"2013-04-09T15:09:33","slug":"un-centro-studi-per-la-protezione-ambientale-di-campania-e-basilicata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1972","title":{"rendered":"Un centro studi per la protezione ambientale di Campania e Basilicata"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1972\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/foto-Colella.jpg\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/foto-Colella-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"foto Colella\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1973\" \/><\/a>   Mentre a Gesualdo si attende a breve il parere di compatibilit\u00e0 ambientale della Regione sull&#8217;avvio del primo pozzo esplorativo i  relatori del Convegno di Viggiano del 19 gennaio su petrolio acqua e sismicit\u00e0, professori ed esperti di chiara fama, hanno inviato alle Regioni Campania, Puglia e Basilicata, un documento nel quale richiedono di far istituire urgentemente  un Centro Studi per la Protezione Ambientale nelle aree interessate da attivit\u00e0 petrolifere attuali e future. \u00abLo scopo del Centro Studi &#8211; dichiara Albina Colella, ordinaria di Geologia all&#8217;Universit\u00e0 della Basilicata e relatrice &#8211;  \u00e8 quello di raccogliere dati, effettuare misure e analisi, gestire i monitoraggi integrati continui in un territorio molto complesso. <!--more continua...--><br \/>\nDovrebbe basarsi su un accordo programmatico tra Campania e Basilicata e potrebbe essere finanziato con fondi europei prevedendo la partecipazione diretta  dei sindaci dei territori interessati. Le osservazioni sull\u2019Alta Val d\u2019Agri valgono anche per il Vallo di Diano e per l\u2019Irpinia perch\u00e9, in varia misura, questi territori condividono caratteristiche geologiche simili: occupano aree dell\u2019Appennino meridionale ad alta pericolosit\u00e0 sismica, sono ricche di risorse idriche, a densit\u00e0 demografica, a vocazione agricola e con beni naturali protetti. Se un monitoraggio integrato continuo fosse stato realizzato in Alta Val d\u2019Agri sin dall\u2019inizio delle attivit\u00e0 petrolifere, sarebbe stato possibile non solo accertare le modalit\u00e0 dell\u2019inquinamento, ma anche l\u2019identit\u00e0 dell\u2019inquinatore tramite l\u2019acquisizione del cosiddetto dato di \u201cbianco\u201d, ovvero delle caratteristiche delle varie matrici ambientali, tra cui acqua, aria, suolo, antecedenti alle modifiche antropiche di cui si vogliono valutare gli effetti inquinanti\u00bb. Non un alibi per effettuare le trivellazioni, quindi, bens\u00ec un&#8217;occasione per ripensare le politiche su acqua e ciclo dei rifiuti. Ma quali sono i rischi? E ci sono contromisure efficaci? \u00abPer ridurre il rischio di contaminazione, in osservanza della normativa vigente, bisogna delineare aree di salvaguardia di sorgenti, pozzi e specchi d\u2019acqua che forniscono o possono fornire acque destinate al consumo umano. Le attivit\u00e0 petrolifere, cos\u00ec come finora attuate, sono incompatibili con le problematiche di territori d&#8217;importanza strategica idrogeologica nazionale per l\u2019abbondanza di acque sotterranee e superficiali; nel contempo il sottosuolo, con faglie attive e ad elevata pericolosit\u00e0 sismica, non offre garanzie di sicurezza per le tubazioni metalliche verticali ed orizzontali dei pozzi petroliferi in occasione di violenti sismi. Ove non sia possibile una sospensione delle attivit\u00e0 petrolifere, riteniamo necessario intervenire per contenere il danno con le proposte presentate che tuttavia non escludono completamente i rischi. Tutte le attivit\u00e0 petrolifere sono centri di pericolo d\u2019inquinamento che, secondo l\u2019Agenzia per l\u2019Ambiente americana, valgono un rischio da 7 a 8 su una scala fino a 9. Esistono regole codificate per la perforazione petrolifera, ma accade talvolta che esse siano aggirate o per incompetenza tecnica o per motivi commerciali riferiti ai parametri costi-tempo e di conseguenza avvengono gli incidenti. Poi c\u2019\u00e8 il problema dello smaltimento degli scarti petroliferi, rappresentati da grandi quantit\u00e0 di fanghi di perforazione e di acque tossiche di produzione e, infine, il trasporto del petrolio\u00bb. Quali sono i danni rilevati? \u00abSe dobbiamo considerare quello che \u00e8 accaduto in Alta Val d\u2019Agri &#8211; conclude Colella -, non possiamo ignorare l\u2019inquinamento prodotto da incidenti di autobotti che hanno sversato petrolio sul suolo, inquinandolo, rotture di oleodotti con sversamento di inquinanti, fanghi petroliferi tossici sepolti poco sotto terreni agricoli coltivati, con inquinamento ambientale irreversibile, incidenti presso i pozzi, falde acquifere contaminate da idrocarburi e metalli pesanti, idrocarburi entrati nella catena alimentare, acque di invasi destinate ad uso umano contaminate da idrocarburi e metalli pesanti. Anche se in quest\u2019ultimo caso non c\u2019\u00e8 la prova certa della fonte degli idrocarburi, proprio per mancanza del dato di \u201cbianco\u201d, i sospetti di un\u2019origine industriale sono forti\u00bb.<br \/>\n<em>Virginiano Spiniello, Il Mattino, Redazione di Avellino 16\/02\/2013 <\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre a Gesualdo si attende a breve il parere di compatibilit\u00e0 ambientale della Regione sull&#8217;avvio del primo pozzo esplorativo i relatori del Convegno di Viggiano del 19 gennaio su petrolio acqua e sismicit\u00e0, professori ed esperti di chiara fama, hanno inviato alle Regioni Campania, Puglia e Basilicata, un documento nel quale richiedono di far istituire &hellip; <a href=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1972\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Un centro studi per la protezione ambientale di Campania e Basilicata<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[63],"tags":[331],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1972"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1972"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1972\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2031,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1972\/revisions\/2031"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}