{"id":2225,"date":"2013-09-11T22:37:20","date_gmt":"2013-09-11T22:37:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=2225"},"modified":"2013-09-11T22:37:20","modified_gmt":"2013-09-11T22:37:20","slug":"a-rischio-le-sorgenti-irpine-dei-picentini-principale-risorsa-idrica-del-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=2225","title":{"rendered":"A rischio le sorgenti irpine dei Picentini,  principale risorsa idrica del sud."},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=2225\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/4-150x150.jpg\" alt=\"\" title=\"4\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2228\" \/><\/a>Acquedotti con perdite mediamente superiori al 50%, depuratori malfunzionanti, deflusso minimo vitale dei fiumi non rispettato, crisi idriche, sovrasfruttamento delle sorgenti, ecosistema fluviale a rischio, mancato ristoro ambientale, miriadi di microdiscariche e sversamenti abusivi in montagna, bonifiche inesistenti, minaccia di trivellazioni petrolifere e una grande opera dalla storia tormentata, il raddoppio della Galleria Pavoncelli, a complicare ancora di pi\u00f9 il quadro generale. Stiamo parlando delle sorgenti irpine dei monti Picentini, la principale, e sconosciuta, risorsa idrica del meridione peninsulare. E&#8217; una informazione poco nota, infatti, che il massiccio carbonatico del Terminio Cervialto, grazie alla sua particolare conformazione calcarea, \u00e8 un vero e proprio gigantesco serbatoio, una naturale &#8220;fabbrica dell&#8217;acqua&#8221; che, con il suo immenso reticolo di gallerie sotterranee, alimenta le sorgenti di queste montagne. Con benifici straordinari, soprattutto per i territori circostanti.  <!--more continua...-->  A Caposele l&#8217;acqua dei Picentini orientali d\u00e0 vita alla sorgente Sanit\u00e0, 4000 litri al secondo mentre a Cassano Irpino un importante gruppo sorgivo produce tra  i 2500 e i 4000 litri al secondo. Tranne che per una quota minima e insufficiente destinata all&#8217;acquedotto Alto Calore, che rifornisce Sannio e  Irpinia, queste sorgenti approvvigionano, tramite la SPA Acquedotto Pugliese, le popolazioni lucane e soprattutto pugliesi, mentre le rinomate acque di Serino vanno a Napoli e le sorgenti di Calabritto e Senerchia nel Cilento. Milioni di cittadini italiani dipendono dalle sorgenti irpine per la loro acqua potabile e la Puglia riesce a sostenere la sua agricoltura grazie agli importanti apporti della diga di Conza &#8211; 60 milioni di metri cubi grazie alle sorgenti dell&#8217;Ofanto  &#8211; e, in misura minore, della diga di San Pietro, tra Aquilonia e Monteverde, che raccoglie l&#8217;acqua dell&#8217;Osento. Eppure la questione della salvaguardia e tutela ambientale di questo territorio, di importanza strategica a livello nazionale, non riesce a varcare i confini dell&#8217;Irpinia, n\u00e9 a conquistare e ad appassionare i suoi abitanti.<br \/>\nLo sa bene il Comitato Tutela fiume Calore che nei giorni scorsi &#8211; sull&#8217;onda dell&#8217;interesse suscitato dall&#8217;azione parlamentare dei rappresentanti irpini <a href='http:\/\/banchedati.camera.it\/sindacatoispettivo_17\/showXhtml.Asp?idAtto=3805&#038;stile=7&#038;highLight=1&#038;paroleContenute='>Carlo Sibilia<\/a>, ma anche <a href='http:\/\/www.irpinianews.it\/Attualita\/news\/?news=120367'>Giuseppe De Mita<\/a>, Valentina Paris e Rocco Palese &#8211; ha lanciato on line una <a href='http:\/\/www.change.org\/it\/petizioni\/cameraesenato-ministroambiente-distrettoidrograppennmeridion-rcampania-nonsi-realizzi-la-pavoncelli-bis-e-si-provveda-al-bilancio-idrico?utm_source=guides&#038;utm_medium=email&#038;utm_campaign=petition_created'>petizione<\/a>per fermare la Galleria Pavoncelli bis e sollevare nuovamente la questione delle acque irpine. &#8220;Il problema &#8211; afferma il Comitato nella petizione &#8211; non \u00e8 la sottrazione delle acque irpine ma l&#8217;insostenibilit\u00e0 delle captazioni. Le curve di deflusso delle sorgenti indicano chiaramente che le riserve di alimentazione stanno diminuendo. Bisogna rivisitare le concessioni di derivazione delle acque e adeguare le aliquote di distribuzione per garantire la vita negli ecosistemi dei fiumi e scongiurare le cicliche crisi idriche&#8221;. <\/p>\n<p><em> Acque d&#8217;Irpinia: Sorgente del Sele <em>Prima parte<\/em> Documentario su TDI. Dicembre 2011.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"345\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/_X2glV-XmcQ?rel=0&#038;autoplay=1\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong>La galleria Pavoncelli bis<br \/>\n<\/strong><br \/>Le acque  di Caposele e di Cassano Irpino arrivano in Puglia attraverso  l\u2019Acquedotto Pugliese che tra Caposele e Conza della Campania, agli inizi del &#8216;900, costru\u00ec la Galleria Pavoncelli captando prima le acque di Caposele e poi, dagli anni &#8217;60, anche le sorgenti del Calore. La  galleria di valico \u201cPavoncelli Bis\u201d \u00e8 un by-pass progettato per venire incontro alle difficolt\u00e0 degli interventi di manutenzione e ai danni alla vecchia galleria seguiti al sisma del 1980. Ed \u00e8 su questa galleria che si sollevano i punti critici nella petizione prendendo spunto anche dalle molteplici osservazioni alla realizzazione dell&#8217;opera presentate nel corso degli anni in primis da Sabino Aquino, idrogeologo dell&#8217;Alto Calore, ex Presidente del Parco regionale dei Picentini, punto di riferimento per chi si \u00e8 opposto negli anni alla costruzione dell&#8217;opera. Dopo che nel 1992 il primo cantiere della galleria fu sospeso per il rinvenimento di una falda acquifera di 700 l\/s le vicende giudiziarie tra imprese aggiudicatarie e Aqp contribuirono a rimandare i lavori fino ad arrivare al 2007, quando l\u2019ordinanza del Commissario Straordinario valid\u00f2 il nuovo progetto esecutivo. Ordinanza che fu annullata dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, a seguito dei ricorsi presentati dal Parco dei Monti Picentini e dall\u2019Alto Calore Irpino. La battaglia continu\u00f2, anche in sede europea, fino alla sentenza definitiva della Suprema Corte di Cassazione che conferm\u00f2 le ragioni degli enti irpini. Nel 2009 il Consiglio dei Ministri dichiar\u00f2 lo stato di emergenza per la vulnerabilit\u00e0 sismica della galleria Pavoncelli aggirando le sentenze citate. Nella nuova Conferenza dei Servizi convocata tutti gli enti competenti, tra i quali Parco Regionale dei Monti Picentini, Provincia di Avellino, A.T.O 1 Calore Irpino, hanno espresso parere sfavorevole per la realizzazione dell\u2019opera, dinieghi superati dal parere favorevole di compatibilit\u00e0 ambientale, emesso da una Commissione del Ministero dell\u2019Ambiente la quale si limita ad affermare che &#8220;al termine della fase realizzativa dell\u2019intervento, prima dell\u2019entrata in esercizio, [\u2026] saranno effettuati gli studi afferenti il rilascio minimo vitale e la redazione del bilancio idrico&#8221;.  Sar\u00e0 quindi prima realizzata l\u2019opera, finanziata per 150 milioni di euro, e poi verificata, a lavori compiuti, la compatibilit\u00e0 ambientale effettuando il bilancio idrico a posteriori. Gli enti hanno, quindi, nuovamente presentato ricorso presso il Tribunale Superiore delle Acque sostenendo che il Commissario Straordinario non pu\u00f2 derogare dalla normativa ambientale che interessa un\u2019area protetta all\u2019interno del Parco regionale dei Monti Picentini. Attualmente si \u00e8 di nuovo in attesa del parere del Tribunale mentre i lavori nel cantiere sono nella fase iniziale.<br \/>\nI dubbi sollevati sono molteplici a partire dalla maggiorazione della portata della nuova galleria che metterebbe ulteriormente a rischio l&#8217;ecosistema fluviale irpino. L&#8217;intervento avviene in un\u2019area fortemente sismica e il Comitato ricorda che potrebbe anche alterare, in modo serio, l\u2019attuale equilibrio idrogeologico dell\u2019acquifero come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto negli anni \u201990. Perch\u00e9, si chiede il Comitato, non intervenire  riparando la galleria esistente? E&#8217; una posizione gi\u00e0 espressa da Sabino Aquino il quale, al termine delle osservazioni che ha rilasciato per Il Cambiamento ricorda che &#8220;come gi\u00e0 evidenziato nel corso della conferenza dei servizi del 15 Luglio 2010, si ritiene che invece di procedere alla costruzione di una nuova galleria si potrebbe sicuramente riparare quella esistente. Nel periodo occorrente per la riparazione della predetta galleria, l\u2019approvvigionamento idropotabile di parte del territorio pugliese potrebbe essere garantito con il ricorso a fondi idriche alternative in primis l\u2019invaso di Conza della Campania (capacit\u00e0 idrica invasata 58.000.000 di mc.) attraverso la costruzione di una condotta ed un potabilizzatore che, tra l\u2019altro, \u00e8 gi\u00e0 stato previsto per la derivazione dal citato bacino idrico artificiale di una portata idrica pari a 1000 l\/sec. da destinare sempre per l\u2019approvvigionamento idropotabile di parte della Regione Puglia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Rischi e minacce: dalle esplorazioni petrolifere alla mancata bonifica montana<br \/>\n<\/strong><br \/>Ma la questione dell&#8217;acqua in Irpinia si arricchisce continuamente di nuove problematiche. A partire dal Progetto Nusco, la concessione per le <a href='http:\/\/www.ilcambiamento.it\/territorio\/trivellazioni_petrolifere_appennino_meridionale.html'>esplorazioni petrolifere<\/a> concessa dallo Stato italiano in un&#8217;area che si sovrappone parzialmente agli acquiferi dei Picentini e interessa i territori limitrofi. I comitati No Petrolio in Alta irpinia e No Trivellazioni petrolifere in Irpinia, che hanno avuto il merito di sollevare la questione e di portarla all&#8217;attenzione delle istituzioni, stanno ancora aspettando il parere sulla Valutazione di impatto ambientale dalla Regione Campania sull&#8217;inizio delle trivellazioni nel pozzo Gesualdo 1, a pochi chilometri dalle Mefiti della Valle d&#8217;Ansanto e dal complesso termale di Villamaina, in un&#8217;area notoriamente ad altissimo rischio sismico. Come ha dichiarato <a href='http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=2134'>Massimo Civita<\/a>, idrogeologo di fama internazionale, i rischi del Progetto Nusco sono sia di tipo primario, ma anche di tipo secondario visto che un incidente nell&#8217;attraversamento dei Picentini per raggiungere i punti di trattamento sul Tirreno potrebbe mettere a rischio gli acquiferi. Le semplici implicazioni di eventi simili &#8211; non improbabili come dimostrano le casistiche delle rotture di pipeline e i ribaltamenti di camion in Basilicata &#8211; dovrebbero bastare a sconsigliare il coinvolgimento anche solo delle aree limitrofe. Ma la questione \u00e8 ancora aperta e c&#8217;\u00e8 chi parla di affidare le decisioni ad un referendum sull&#8217;oro nero come occasione economica dimenticando le valenze ambientali, enosgastronomiche di un territorio rurale e ricco di biodiversit\u00e0 e quello che, dati alla mano, \u00e8 stato dimostrato da Rita D&#8217;Ottavio del WWF Basilicata sull&#8217;<a href='http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1906'>impatto economico del petrolio<\/a> dichiarato in Basilicata.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 poi la spinosa questione del mancato ristoro ambientale e il ritardo nell&#8217;istituzione del Distretto idrografico dell&#8217;<a href='http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=1881'>Appennino meridionale<\/a> che pesa sulla compensazione ambientale tra Puglia e Irpinia grazie all&#8217;assenza di un comune orientamento tra i comuni di montagna nei quali sono presenti le aree di ricarica delle sorgenti e alla storica assenza della Regione Campania. Regione che, affetta da atavico napolicentrismo, si ritrova tra Napoli e Caserta debitrici di acqua da Lazio e Molise e la creditrice  Irpinia per la quale non sono previste nemmeno le azioni di bonifica montana necessarie a preservare il territorio. Al danno, poi, si unisce la beffa. Attualmente oltre la met\u00e0 della portata idrica dell&#8217;acquedotto Alto Calore, che rifornisce l&#8217;Irpinia e parte del Sannio, proviene dal sollevamento di falde idriche con considerevoli oneri energetici che si ripercuotono sulla tariffa idrica degli Irpini. Quindi le acque delle sorgenti, di qualit\u00e0 migliore, visto che il potere filtrante delle rocce le rende pi\u00f9 pure, vanno fuori provincia mentre buona parte dei residenti beve acqua di pozzo ad un costo maggiore di chi si approvvigiona dalle sorgenti in territorio irpino. Ancora. Gli innumerevoli pozzi privati, la modifica nelle precipitazioni meteoriche, il continuo prelievo da parte degli acquedotti che hanno preferito aumentare la portata dell&#8217;acqua costruendo sempre nuovi pozzi e aumentando la profondit\u00e0 degli scavi invece che intervenire nel rifacimento delle reti idriche, stanno causando, progressivamente, il depauperamento delle risorse idriche e le sorgenti sono a rischio. Senza dimenticare il mancato rispetto del deflusso minimo vitale dei fiumi irpini nei quali la salmonella si presenta ciclicamente e le morie di pesci sono una triste realt\u00e0. Infine l&#8217;inquinamento ambientale, che meriterebbe un approfondimento a parte, con la complessa situazione dei depuratori, l&#8217;inquinamento dei fiumi e la presenza sempre pi\u00f9 consistente di sversamenti abusivi in montagna, spesso ignorata. E&#8217; necessario avviare un dibattito condiviso, al di l\u00e0 delle appartenenze, a livello locale, ma ottenere anche l&#8217;attenzione a livello nazionale ed europeo sulle problematiche accennate, senza alcuna pretesa di esaustivit\u00e0. Questo per individuare fondi europei e nazionali per la messa in sicurezza del territorio, avviare la bonifica montana delle aree di ricarica delle sorgenti &#8211; la cui salvaguardia \u00e8 prioritaria secondo lo stesso Codice ambientale &#8211; e definire interventi prioritari come il ripristino del delicato equilibrio nel bacino endoreico della Piana del Dragone. Inoltre bisogna rafforzare le iniziative gi\u00e0 intraprese dagli enti competenti per il rifacimento delle reti idriche e avviare, finalmente, il Distretto Idrografico dell&#8217;Appennino meridionale che porrebbe le basi per la responsabilizzazione delle regioni coinvolte nelle azioni da intraprendere determinando il tipo di ristoro ambientale necessario. Compensazione che non si pu\u00f2 risolvere in un semplice indennizzo economico a singoli comuni, ma in azioni di ripristino, bonifica e salvaguardia dell&#8217;intero territorio montano coinvolto.<br \/>\nDiversamente il diritto di accesso all&#8217;acqua di milioni di meridionali, quasi il 10% della popolazione italiana, sar\u00e0 seriamente compromesso.<\/p>\n<p><em> Acque d&#8217;Irpinia: Sorgente del Sele <em>Seconda parte<\/em> Documentario su TDI. Dicembre 2011<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/s4puW5lbRlQ\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>\nOSSERVAZIONI DI SABINO AQUINO<br \/>\nOsservazioni e rilievi avverso la costruzione della Galleria \u201cPavoncelli Bis\u201d<br \/>\nPer la razionale gestione delle fonti idriche, necessariamente devono considerarsi i concetti di pianificazione e programmazione alla scala di bacino, come peraltro viene sancito dal  nuovo Codice dell\u2019Ambiente (D.L.vo 152\/2006).<br \/>\nE\u2019 necessario, pertanto, definire il bilancio idrico complessivo tra il fabbisogno, i prelievi possibili e la risorsa idrica disponibile.<br \/>\nIn particolare, per le opere di captazione previste in progetto, vanno definiti i bilanci idrici aggiornati delle idrostrutture che alimentano il gruppi sorgivi di Cassano Irpino (Monte Terminio-Tuoro) ed i gruppi sorgivi del Sele (Monte Cervialto).<br \/>\nInoltre, al paragrafo 4.5 della relazione di valutazione ambientale di supporto alla progettazione della Galleria \u201cPavoncelli Bis\u201d il \u201cDeflusso Minimo Vitale\u201d del predetto studio, non si fa riferimento ad alcuna definizione del  D.M.V  \u201cpoich\u00e9 viene sostenuto che non saranno effettuati ulteriori emungimenti\u201d.<br \/>\nA tal proposito, essendo le sorgenti captate ubicate in area protetta, occorre osservare quanto previsto dall\u2019 art. 164 \u201cDisciplina delle acque nelle aree protette\u201d del D.Lgs. 152\/2006, secondo il quale  \u201cNell\u2019ambito delle aree naturali protette nazionali e regionali, l\u2019ente gestore dell\u2019area protetta, sentita l\u2019Autorit\u00e0 di bacino, definisce le acque sorgive, fluenti e sotterranee necessarie alla conservazione degli ecosistemi, che non possono essere captate. Il riconoscimento e la concessione preferenziale delle acque superficiali o sorgentizie che hanno assunto natura pubblica per effetto dell\u2019art. 1 della Legge 05\/01\/1994, n. 36, nonch\u00e9 le concessioni in sanatoria, sono rilasciate su parere dell\u2019ente gestore dell\u2019area naturale protetta. Gli enti gestori di aree protette verificano le captazioni e le derivazioni gi\u00e0 assentite all\u2019interno delle aree medesime e richiedono all\u2019autorit\u00e0 competente la modifica della quantit\u00e0 di rilascio qualora riconoscano alterazioni degli equilibri biologici dei corsi d\u2019acqua oggetto di captazione, senza che ci\u00f2 possa dare luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione.\u201d<br \/>\nPertanto, risulta indispensabile la determinazione dei predetti bilanci idrici relativi alle idrostrutture del Terminio-Tuoro e del Cervialto, nonch\u00e9 i Deflussi Minimi Vitali relativi ai fiumi Calore e Sele.<br \/>\nA tal proposito si rappresenta che lo Studio di Impatto Ambientale e lo Studio di Incidenza Ambientale proposti, devono tener conto delle risultanze delle due ricerche scientifiche di carattere idrogeologico condotte dall\u2019Ente Parco Regionale dei Monti Picentini sui bacini imbriferi dei fiumi Calore e Sele (quest\u2019ultimo studio condotto per conto del Parco dall\u2019Autorit\u00e0 di Bacino Interregionale del fiume Sele), utilizzando risorse finanziarie del POR (2000\/2006), che vengono allegate alla presente nota.<br \/>\nOccorre inoltre precisare che gli attuali emungimenti sono superiori a quelli effettivamente assentiti da legittima derivazione.<br \/>\nInfatti, per quanto attiene al gruppo sorgivo del Sele, allo stato viene derivata dall\u2019Acquedotto Pugliese per usi idropotabili, una portata media annua pari a 4000 l\/sec, contro una concessione di derivazione assentita che prevede da tale gruppo un prelievo di soli 363 l\/sec (vedi allegata certificazione: Ministero dei Lavori Pubblici prot. n. 639\/1486 del 03\/06\/1994;  Regione Campania prot. 0741452 del 12\/09\/2005).<br \/>\nDa qui l\u2019assoluta e inderogabile necessit\u00e0 di redigere nel dettaglio i bilanci idrici delle idrostrutture che alimentano i gruppi sorgivi di Cassano Irpino (Sorgenti Pollentina, Bagno della Regina, Peschiera e Preti) e Caposele (Sorgente Sanit\u00e0) ed i Deflussi Minimi Vitali dei fiumi Calore e Sele in modo da definire prelievi possibili e la risorsa idrica disponibile .<br \/>\nOltre tutto la verifica della compatibilit\u00e0 ambientale anche per le derivazioni idriche gi\u00e0 in essere \u00e8 stata recentemente disciplinata dalla Regione Campania con Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania n. 10 del 29 Gennaio 2010 (Emanazione del Regolamento \u2013 Disposizioni in materia di Valutazione D\u2019Impatto Ambientale \u2013 Allegato A comma b \u2013 Allegato B punto 7 (vedi allegato).<br \/>\nVa inoltre rappresentato che lo studio di Impatto Ambientale e lo Studio di Incidenza Ambientale, a supporto della progettazione di che trattasi, devono essere compatibili con  tutto quanto previsto nel Piano di Gestione Acque redatto dal Distretto Idrografico dell\u2019Appennino Meridionale (Autorit\u00e0 di Bacino Nazionale dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno, Regione Abruzzo, Regione Basilicata, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Lazio, Regione Molise, Regione Puglia) ai sensi della Direttiva Comunitaria 2000\/60\/CE, D.L.vo 152\/2006, Legge 13\/2009, D.L. 194\/2009, adottato dal Comitato Istituzionale dell\u2019 Autorit\u00e0 di Bacino Nazionale dei Fiumi Liri \u2013 Garigliano e Volturno integrato con le Regioni Basilicata e Calabria e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italia n. 55 dell\u20198 Marzo 2010, il cui aggiornamento, in avanzata fase di elaborazione, gi\u00e0 tiene conto della necessit\u00e0 di poter disporre di una aliquota idrica aggiuntiva pari a 400 l\/sec per la salvaguardia dell\u2019ecosistema presente nel reticolo idrografico dei fiumi Sele e Calore<br \/>\nTanto chiarito, si rende indispensabile  verificare la compatibilit\u00e0 di tale prelievo nel contesto ambientale attuale.<br \/>\nInoltre, come gi\u00e0 evidenziato nel corso della conferenza dei servizi del 15 Luglio 2010, si ritiene che invece di procedere alla costruzione di una nuova galleria si potrebbe sicuramente riparare quella esistente.<br \/>\nNel periodo occorrente per la riparazione della predetta galleria, l\u2019approvvigionamento idropotabile di parte del territorio pugliese, potrebbe essere garantito con il ricorso a fondi idriche alternative in primis l\u2019invaso di Conza della Campania (Capacit\u00e0 idrica invasata 58.000.000 di mc.) attraverso la costruzione di una condotta ed un potabilizzatore che, tra l\u2019altro, \u00e8 gi\u00e0 stato previsto per la derivazione dal citato bacino idrico artificiale di una portata idrica pari a 1000 l\/sec. da destinare sempre per l\u2019approvvigionamento idropotabile di parte della Regione Puglia.<\/p>\n<p>            Avellino, Luglio 2013<\/p>\n<p>                                                                                                 Geol. Sabino Aquino  <\/p>\n<p><em>Da <a href='http:\/\/www.ilcambiamento.it\/acque\/sorgenti_irpine_minacciate_raddoppio_galleria_pavoncelli.html'>Il Cambiamento<\/a> del 22 luglio 2013, Virginiano Spiniello<\/em><br \/>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acquedotti con perdite mediamente superiori al 50%, depuratori malfunzionanti, deflusso minimo vitale dei fiumi non rispettato, crisi idriche, sovrasfruttamento delle sorgenti, ecosistema fluviale a rischio, mancato ristoro ambientale, miriadi di microdiscariche e sversamenti abusivi in montagna, bonifiche inesistenti, minaccia di trivellazioni petrolifere e una grande opera dalla storia tormentata, il raddoppio della Galleria Pavoncelli, a &hellip; <a href=\"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=2225\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">A rischio le sorgenti irpine dei Picentini,  principale risorsa idrica del sud.<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0},"categories":[63],"tags":[328],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2225"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2231,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions\/2231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}