{"id":985,"date":"2011-08-30T14:39:07","date_gmt":"2011-08-30T14:39:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=985"},"modified":"2011-09-15T16:35:31","modified_gmt":"2011-09-15T16:35:31","slug":"raccolta-delle-nocciole-pericoli-e-danni-ambientali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=985","title":{"rendered":"Raccolta delle nocciole, pericoli e danni ambientali"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/?p=985\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-986\" title=\"1\" src=\"http:\/\/www.alberovagabondo.it\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/13-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a> E\u2019 vero, l\u2019Irpinia ha notoriamente un clima piovoso, uggioso, ma quella che staziona nelle nostre vallate in un agosto afoso e appiccicoso non \u00e8 nebbia londinese fuori stagione, bens\u00ec fumo, denso e acre, sabbioso, che sale nelle narici fino ad imprimersi, a fondo, nella nostra memoria olfattiva. Chi ha la sfortuna di abitare nelle vallate irpine boccheggia e si dibatte <!--more continua...--> tra la necessit\u00e0 d\u2019aria indotta dall\u2019afa e l\u2019obbligo di finestre chiuse imposto da accensioni indiscriminate nonostante i divieti. Sanzioni troppo miti? Carenza d\u2019organico delle forze dell\u2019ordine? Malcostume? Ignoranza? Laissez faire? E\u2019 del 17 giugno scorso il decreto regionale 130 che regola l\u2019accensione dei fuochi nei castagneti e la vieta integralmente nei noccioleti fino al 15 settembre. Per evitare che il fuoco lambisca le piante nei noccioleti i residui vengono coperti di terra rallentando la combustione e generando, cos\u00ec, quantit\u00e0 di fumo notevoli e un odore acre e fastidioso. Quasi tutti i Comuni hanno emesso delle ordinanze che si adeguano alla normativa regionale, ma le contravvenzioni delle polizie municipali sono in genere esigue e la vastit\u00e0 del territorio, i limiti di organico e la difficolt\u00e0 a cogliere sul fatto i coltivatori sono i motivi addotti alla scarsit\u00e0 dell\u2019azione repressiva. L\u2019entit\u00e0 della multa \u00e8 di 103 euro e si procede penalmente, anche se pi\u00f9 raramente, se c\u2019\u00e8 una denuncia formale.  \u201cConsideriamo questa emergenza prioritaria per i risvolti sanitari e, infatti, abbiamo elevato circa cinquanta sanzioni amministrative dagli inizi di luglio &#8211; afferma Gerardo Panza, Comandante Provinciale del Corpo Forestale &#8211; per infrazioni nei noccioleti, in particolare nel Serinese,  Vallo di Lauro e Montorese. Il solo Comando di Avellino ne ha effettuate venti. Ora si deve intervenire e applicare il decreto, tuttavia bisognerebbe valutare successivamente aiuti e informazione agli agricoltori, spiazzati, che devono accollarsi nuovi costi per il trattamento dei residui\u201d. \u201cSono una quindicina i verbali per i fumi di nocciole &#8211; riferisce il Colonnello Fabrizio Picariello, Comandante dei Vigili Urbani di Avellino &#8211;  ma \u00e8 un fenomeno che non ha confini perch\u00e9 il fumo si muove con il vento e spesso i roghi sono nei comuni limitrofi. Siamo limitati da territorio, carenza d\u2019organico e orari di lavoro, ben conosciuti dai coltivatori che bruciano nottetempo. Per questi motivi sarebbe opportuno creare un vero e proprio Comitato di Sicurezza e Ordine Pubblico da parte del Prefetto, magari sotto il coordinamento unitario di un Corpo come la Forestale, senza confini territoriali\u201d.  Giacomo Cesareo, responsabile Servizio Ecologia, afferma che ad Aiello del Sabato sono state effettuate una decina di contravvenzioni ma, per un\u2019azione efficace, \u201cbisogna cambiare la cultura di base, introdurre l\u2019uso delle compostiere che non \u00e8 diffuso nemmeno tra i cittadini e, soprattutto, sanzionare durante tutto l\u2019anno, non solo in estate\u201d. Intanto crescono la rabbia e il fastidio tra i cittadini e si trasferisce su facebook il \u201cComitato contro gli affumicatori\u201d che minaccia una class action contro i Sindaci e alle Forze dell\u2019Ordine chiede di intervenire penalmente contro l\u2019emissione di fumi e l\u2019incenerimento a terra dei rifiuti agricoli, considerato pratica di smaltimento illegale. Ma ci sono rischi sanitari legati anche alla fase di raccolta meccanizzata. Gi\u00e0 nel 2008, presso la Facolt\u00e0 di Agraria dell\u2019Universit\u00e0 della Tuscia, Raffaella Puleggi identificava i danni derivanti dall\u2019inalazione della silice cristallina libera che pu\u00f2 causare malattie respiratorie anche gravissime. E\u2019 un rischio che interessa soprattutto i contadini che lavorano senza mascherine adeguate e chi abita nei pressi dei noccioleti; soggetti gi\u00e0 sottoposti all\u2019esposizione a diserbanti, antiparassitari e fertilizzanti chimici che contribuiscono, tra l\u2019altro, all\u2019erosione del suolo e alla contaminazione delle falde acquifere. Le soluzioni? I contadini potrebbero raccogliere provvisoriamente residui come foglie e gherigli in cumuli e lasciarli marcire per avere, l\u2019anno prossimo, un compostaggio discreto. Integrandolo con un sovescio di leguminose e aumentando il lavoro di ripulitura manuale, potrebbero usare anche meno fertilizzanti e diserbanti. Le organizzazioni di settore, invece, potrebbero attivare programmi di informazione e sostegno ai coltivatori che, altrimenti, continueranno a percepire le soluzioni alternative semplicemente come costi. Lo faranno?&nbsp;<\/p>\n<p><em>Autore Virginiano Spiniello, Il Mattino di Avellino, 27 agosto 2011<br \/>\n<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 vero, l\u2019Irpinia ha notoriamente un clima piovoso, uggioso, ma quella che staziona nelle nostre vallate in un agosto afoso e appiccicoso non \u00e8 nebbia londinese fuori stagione, bens\u00ec fumo, denso e acre, sabbioso, che sale nelle narici fino ad imprimersi, a fondo, nella nostra memoria olfattiva. 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