Tutti gli articoli di Albero vagabondo
Alta Irpinia a volo di gabbiano
Come un gabbiano che non c’entra niente, scendendo da Lacedonia e andando sull’Ofantina, verso la bassa irpinia oggi guardavo l’alta Irpinia e mi fermavo per qualche minuto, tornando a casa. Dopo Lacedonia l’arcobaleno tra il vento e le pale che ferivano la vista. Ho cercato di prendere solo l’arcobaleno, ma poi mi sono accorto che in sottofondo le pale erano ancora lì. Incastrata tra i monti la Diga di San Pietro, ma quando ti avvicini i rottami del Grande Spettacolo dell’Acqua, le impalcature, sono sempre lì. Un momento di pausa a Carbonara, che chiamano Aquilonia, tra i ruderi del terremoto, quello più vecchio ancora, un bel trattore con pecore e capre e tre cani che prendono la rincorsa ma poi si fermano, incuriositi, quasi a dire “non importa, fa niente”. E poi scendo da Calitri, non mi fermo, ma un pezzo di Alta Irpinia senza pale eoliche me lo tengo per me. Arrivo all’Oasi di Conza, continua…Nuj, Mund•verd e Ij
Una stupenda poesia in monteverdese strettissimo, struggente e commovente. Purtroppo l’emigrazione dai nostri paesini dell’interno non è mai finita e adesso restare è ancora più un atto di coraggio e di amore come l’amore di Tonino per la sua terra.
M r • cord angora quir iuorn
accù na valigia vecchia r carton,
nu par r scarp usat e nu cauzon,
a na cammisa mangava nu button.
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continua…
Makardìa occhio per occhio dentro per dentro
Magari a Dio, non importa, fa niente. In dialetto aquilonese: “Makardìa”. I tre musicisti altirpini hanno ultimato “Occhio per occhio dentro per dentro”, testi e musiche di Filomena D’Andrea. Italiano, spagnolo, russo, aquilonese, lionese, siciliano, calabrese. Nel primo lavoro autoprodotto del trio le lingue degli umili saltano insieme alle filastrocche, riprendono, come in “Santu Vitu”, i canti delle processioni, battono ritmi antichi, popolari, i suoni si mischiano, semplici, efficaci, diretti, inseguono e poi si distendono nel recitato. La comunicazione è immediata, essenziale, scarna e coinvolgente, come i disegni “da naso per aria” del percussionista. «Il CD – afferma Virginio – sarà pronto al massimo per il 31 gennaio, quando suoneremo a Terrafuoco, ad Avellino, per il Focarone di San Ciro. continua…Molotov, nuvole del cielo terrone
É on line “Immagina un altro sud” il primo video ufficiale dei Molotov d’Irpinia estratto dall’album “Nuvole del cielo terrone”. Girato interamente a Villamaina – dai fratelli Stefano e Federico Passaro e da Pierpaolo di Marino – è disponibile su youtube, come pure gli altri pezzi forti della band: “Suona ancora”, “Unonoveottozero”, sul terremoto d’Irpinia del 1980, e “A uso meridionale”. Il gruppo etno-folk composto da otto elementi, tutti di Villamaina, età media 22 anni, è l’emblema di una realtà, quella giovanile, che adoperando il linguaggio del web 2.0 riesce a conquistare spazi puntando tutto sull’energia creativa e il talento. «Siamo i ragazzi della generazione post sisma – afferma Antonio Modano, frontman della band – figli di uno sviluppo che non c’è stato e che si ritrovano oggi a dover partire di nuovo, a fare le valigie, come tanti anni fa. continua…Transumando dal Polveracchio a Teora
L’antico rito della transumanza in Irpinia. Qui dalle pendici del Monte Polveracchio, a dicembre, una mandria di poco meno di cento bovini di razza podolica è arrivata a Teora in un viaggio di due giorni. Il video è stato realizzato per Tesori d’irpinia e seuge la mandria nel percorso finale da Caposele a Teora. L’intervista ad Antonio Lullo che parla della dura vita dell’allevatore e l’intervento di Sabatino Troisi, medico veterinario ed esperto di fauna selvatica sulla difficile questione dei danni da lupo e da cani inselvatichiti.continua…
Petrolio in Irpinia. Albina Colella parla dei rischi ambientali per le falde acquifere.
Mentre nel Sannio la Regione Campania ha già autorizzato le esplorazioni petrolifere e in Irpinia nascono nuovi comitati spontanei – come quello di Gesualdo in assemblea oggi [04/01/2012 n.d.r.] che si aggiunge al Comitato no petrolio in Alta Irpinia – in Val d’Agri, territorio non dissimile dall’Alta Irpinia, si tirano le somme sugli effetti delle trivellazioni sugli acquiferi. Albina Colella, ordinario di geologia presso l’Università della Basilicata, tra i primi a denunciare tali rischi, recentemente consultata anche da Report nel suo approfondimento sull’ENI in Val d’Agri, conosce bene l’impatto delle attività di estrazione petrolifera sull’ambiente. «I giacimenti petroliferi – afferma Colella – si trovano nel sottosuolo a profondità generalmente superiori rispetto alle falde acquifere che, dunque, vengono attraversate dalle trivellazioni, con i conseguenti rischi di inquinamento. continua…Riflessioni di una pecora nera: la tosatura
La pecora nera anche da giovane era stata un tipo originale. Non si sa se per il suo colore o per qualche altro motivo, ma era solita perdersi in riflessioni. Spesso le altre pecore la vedevano bloccarsi nel brucare e perdersi nel vuoto, dimenticando di deglutire. Era uno dei suoi momenti di elaborazione, aveva avuto una delle sue illuminazioni. «Perché la pecora è un animale adatto ad essere allevato?» pensò un giorno d’autunno, sentendo il vento più freddo del solito farsi strada nonostante il mantello fosse ricresciuto. continua…
