Piana del Dragone, dopo la bonifica il Biodistretto dei Picentini

A Volturara, nel cuore verde dell’Irpinia, incastonata tra le montagne del Parco Regionale dei Picentini, si dispiega la Piana del Dragone, una conca che, in occasione di piogge persistenti e diffuse, si allaga offrendo un paesaggio appenninico spettacolare. Grazie ad un bacino imbrifero a deflusso chiuso di oltre 60 Kmq, il più grande dell’Appennino meridionale, l’Irpinia vanta una risorsa strategica di importanza primaria per la pianificazione territoriale delle risorse naturali nazionali. Eppure è dagli inizi del novecento – ricordiamo le interrogazioni parlamentari dei Senatori Nicola Mancino e Angelo Flammia nel 2002, nonché il precedente Piano d’Ambito dell’Ato che interessava l’intero bacino sotto la presidenza De Stefano – che si richiede, senza alcun risultato, un’opera di bonifica e risanamento ambientale.
Ricerche scientifiche hanno accertato che le acque di ruscellamento superficiale vengono smaltite da un unico inghiottitoio, la bocca del Dragone, posto in diretta comunicazione con la falda di base del Monte Terminio. Questo massiccio montuoso accoglie nelle sue viscere enormi quantitativi di acqua con un rendimento per Kmq di 40 l/sec, il più alto dell’Appennino Meridionale. La Piana risulta tributaria dei più grandi gruppi sorgivi del massiccio Terminio-Tuoro con circa 5000 l/sec di media annua, una vera e propria fabbrica dell’acqua che approvvigiona milioni di persone in tre regioni del meridione d’Italia: Campania, Puglia e Basilicata. La conca endoreica alimenta le sorgenti di Cassano Irpino, Serino, Baiardo e Sorbo Serpico gestite dai tre più importanti acquedotti meridionali: l’Acquedotto Pugliese, l’ARIN e l’Alto Calore. La vulnerabilità all’inquinamento della Piana è molto elevata a causa di una circolazione idrica sotterranea molto veloce. Le sorgenti, infatti, sono in diretta comunicazione con l’inghiottitoio tramite grossi canali carsici, cavità sotterranee che si sviluppano in profondità con ramificazioni sconosciute. Se ora si fa riferimento al tipo di acque che si immettono nell’inghiottitoio – provenienti dalle fogne e/o dal ruscellamento superficiale che dilava zone di pascolo e zone agricole in cui vengono utilizzati pesticidi, fitofarmaci e diserbanti – ci si rende subito conto che esiste già un importante fenomeno di inquinamento in atto nella conca, che si potrebbe trasferisce alle sorgenti. Ad oggi, gli Enti che gestiscono gli acquedotti non hanno segnalato fenomeni di inquinamento, ma l’effetto dell’alterazione qualitativa delle acque sotterranee si manifesta, in genere, dopo parecchio tempo dall’avvio del fenomeno e non si può escludere un accumulo in falda degli inquinanti che potrebbe risultare praticamente irreversibile. E’ di primaria importanza, quindi, per il mantenimento di una risorsa naturale strategica a livello nazionale, eliminare tutti gli agenti inquinanti presenti in Piana. Nel 2008 fu presentato dal Parco Regionale dei Monti Picentini uno studio di fattibilità per il risanamento e la bonifica integrale dell’intero bacino imbrifero della Piana del Dragone, ma non è stato finanziato né in prima battuta, né quando è stato presentato nel Parco Progetti Regionale. Bisogna intervenire, prima che sia troppo tardi e Volturara, da sola, non può certo farsi carico delle enormi spese degli interventi. Sistemazione e bonifica del canale, realizzazione della rete idrica e fognaria della zona rurale e dell’impianto di depurazione delle acque reflue, sistemazione idraulico-forestale delle pendici, manutenzione e bonifica montana dei valloni degli undici comuni del bacino: Volturara, Montella, Castelvetere, Cassano, Chiusano, Montemarano, Serino, S.Lucia di Serino, S.Michele di Serino, Sorbo Serpico Salza Irpina, S.Stefano del Sole. Una volta realizzati questi interventi il cuore verde dell’Irpinia potrebbe, anzi dovrebbe, essere riconvertito all’agricoltura biologica. I pascoli avranno facilmente la certificazione bio e ci saranno i presupposti per un bio distretto dei Picentini e dell’Alta Irpinia, sulla scia del Bio distretto del Cilento, ma più favorito logisticamente, il motore per una nuova economia della montagna. “Occorre rilanciare l’idea dell’Irpinia come terra dell’acqua – afferma Lello De Stefano, già Presidente Ato e attuale Presidente dell’Alto Calore – solo così – continua – si concentreranno le attenzioni della regione e del Governo su una zona che deve essere salvaguardata con grandissima attenzione per preservare il bene acqua alle generazioni future. Come Alto Calore mettiamo a disposizione fin d’ora le nostre strutture di idrogeologia e di progettazione e ci auguriamo che i comuni interessati sappiano cogliere l’occasione offerta dai fondi europei sia per le opere di salvaguardia che per la bonifica dell’intero bacino”.
Il Mattino di Avellino del 19 dicembre 2013, Sabino Aquino e Virginiano Spiniello

Approfondimenti
1) Intervista su Ottopagine 10/05/2010 a Giovanni De Feo e Maurizio Galasso sul delicato equilibrio della Piana del Dragone
2) Intervista su Il Mattino del 27 luglio 2011 a Antonio Paparo responsabile regionale AIAB per la creazione di un Distretto biologico nei monti Picentini e in Alta Irpinia
3) Il 15/11/2013 a Prima Linea, condotta da Enzo Di Micco, viene lanciato l’appello dal Forum Ambientale dell’Appennino, presenti Angelo Verderosa, Alessandro Iacuelli, Virginiano Spiniello. Qui lo stralcio dell’intervento in diretta dell’Assessore Luigi Meo
4) Il 13/12/2013 a Prima Linea una trasmissione apposita con interventi di Lello De Stefano, Presidente Alto Calore, Sabino Aquino, Idrogeologo Alto Calore, Marino Sarno, Sindaco di Volturara Irpina, Angelo Cristofano, Segretario Pd Volturara, Virginiano Spiniello, Forum ambientale dell’Appennino.
Prima Parte
Seconda Parte
5) 11 Dicembre 2011. TDI Acque d’Irpinia: Sorgente del Sele. Nei primi minuti Sabino Aquino illustra l’importanza del Bacino imbrifero dei Monti Picentini

3 pensieri su “Piana del Dragone, dopo la bonifica il Biodistretto dei Picentini”

  1. la situazione di Volturara Irpina della sua piana del dragone non é stata proprio nominata, quando questa rappresenta il problema principale.

  2. Carissimo Antonio Di Meo, in questo primo articolo stiamo parlando di Volturara Irpina, della sua rete fognaria inesistente nelle zone rurali, dei pesticidi e fitofarmaci usati in piana, del ruscellamento dai valloni, degli inquinanti già presenti, di un progetto per il risanamento, mi dica lei cosa manca, visto che manca sicuro tanto in 80 righe. E’ importante avere suggerimenti dalla popolazione su situazioni che voi potreste ben segnalarci. Attendo suoi commenti con grande piacere visto che questo articolo è solo un primo passo per sollevare l’attenzione su un problema che la prego di individuare bene, magari con l’aiuto di persone del luogo che tanto ci hanno lavorato negli anni passati. Grazie. Virginiano Spiniello.

  3. Oggi 27/12/2013 vengono inseriti ulteriori approfondimenti realizzati sulla Piana del Dragone in calce all’articolo.

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