Delfina amava profondamente il grande bosco che circondava la casa di suo padre a Belgioioso. L’ombra riposante e lo stormire delle foglie le tenevano compagnia nelle lunghe giornate estive. Era affascinata dai tronchi nodosi, dalle calde cortecce porose, dall’intrico dei rami con la loro livrea lussureggiante. Ma anche d’inverno i grandi alberi le davano gioia. Le piacevano i ricami che la neve arabescava sugli intrecci stilizzati dei rami nudi, scuri contro il cielo azzurro cupo dei freddi crepuscoli.
Un caldo pomeriggio di giugno, Delfina si fermò a osservare il grande platano che sorgeva al limitare del bosco. continua…
Il problema dell’abbandono dei rifiuti è connaturato al nostro stesso modello di sviluppo industriale. Non c’è un singolo attore non interessato e, allo stesso tempo, nessuno degli attori in gioco riesce ad agire diversamente. La malavita, vista la sua mission, non può sottrarsi all’intermediazione per la facilità e redditività del business e, d’altro canto, la natura competitiva delle medie e grandi imprese e la dura legge di mercato le spingono ad approfittarne. Se l’Italia è una potenza industriale – come afferma Toni Servillo, in Gomorra – buona parte del merito ce l’hanno le campagne campane. continua…
Dalle pendici settentrionali del Monte Cervati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, nasce il Calore Lucano. Qui il Lupo e l’Aquila sono ancora il re dei boschi e la regina delle montagne, la lontra ha il suo territorio di caccia, e il vento prova ad insinuarsi nelle grotte, poi discende lungo le forre, spazzola le antiche carcare e soffia tra gli antichi sentieri, una volta calpestati dai briganti. E’ una terra protetta da tante leggi, ma non dall’uomo che, pure, quelle leggi le ha create: Patrimonio Unesco, Riserva di Biosfera, Geoparco continua…
C’è una selezione naturale che si opera tra le persone. 230 bambini e 2 comuni erano in montagna a giugno, con l’Albero Vagabondo. 1 Comune e circa 70 bambini il primo ottobre, insieme al Metamorfo. 6 di questi bambini sono riusciti a far salire i genitori con loro a pulire. Ma tutti gli altri sono stati comunque partecipi e necessari. Perchè i loro disegni, le loro favole, sono tutte conservate in questo sito. E magari, l’anno prossimo, in montagna ci saranno meno rifiuti. Perchè non sperare? continua…
Un’azione di arte ambientale significa, per noi, inserire un segno di denuncia all’interno di un contesto degradato. E’ un’azione di arte nel sociale, prevede un momento di azione e liberazione, preceduto dalla conoscenza, dalla consapevolezza. Per questo motivo i disegni dei bambini – tavolette e striscioni – venogno installati sulle discariche. Perchè ne prendano coscienza i bambini, ma soprattutto i grandi, in primo luogo quelli che continuano a sversare in montagna. Sullo striscione dell’anno scorso, consumato dal tempo, abbiamo installato lo striscione di quest’anno mentre giù, nella curva, sono ancora visibili i rifiuti nuovi. continua…
Anche per quest’anno, per la terza volta, siamo saliti in montagna, il primo ottobre 2011. Insieme ai bambini e ai genitori abbiamo iniziato a pulire, ma noi eravamo pochi e loro erano troppi continua…
L’Albero Vagabondo, il primo ottobre, si è trasformato nel Metamorfo, insieme ai bambini delle elementari di Santo Stefano del Sole, nel Parco Regionale dei Monti Picentini. E’ una favola, un’opera d’arte trasformata dall’energia collettiva, un esperimento di arte nel sociale giunto al terzo anno grazie ai bambini, ai genitori, ai maestri – in particolare al sostegno della maestra Grazia Egidio – e al Comune. continua…
Il primo ottobre, nel Parco dei Monti Picentini, l’Albero Vagabondo® si trasforma per la terza volta in Metamorfo. A Santo Stefano del Sole, per quest’anno, si conclude il viaggio dell’Albero Vagabondo contro le discariche in montagna. Si tratta di una iniziativa di educazione ambientale e arte nel sociale che è, prima di tutto, una favola, un po’ triste e un po’ allegra. Tre anni fa lo Spirito del Re Albero si arrabbiò con chi abbandonava rifiuti nei boschi, tra le sue radici, e si strappò alla sua montagna, abbandonando l’antico faggio dove viveva. continua…
Il Guardiano della montagna
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