La rivolta delle pecore è iniziata

Storie libertarie di animali rivoluzionari
La rivolta delle pecore è un koan, perché l’unica rivoluzione è il salto, l’evoluzione.
Queste storie di terra non sono un tentativo di rivoluzione animale secondo le regole degli uomini. Queste storie di cielo sono vendette silenziose, vani tentativi dell’universo animale di comprendere il nuovo venuto e i suoi limiti. Sono storie che non stanno né in cielo e né in terra perché anche le pecore, pur avendolo dimenticato, una volta erano libere. Il Quaderno “La Rivolta delle Pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari” è edito da Edizioni il Papavero  http://edizioniilpapavero.com. Prefazione di Antonello Petrillo, sociologo e autore di Biopolitica di un rifiiuto
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La rivolta dell’acqua del 1983 – Sorbo Serpico (AV)


Nel settembre 1983 18 donne si posero davanti agli operai dell’Alto Calore e non li fecero passare, difesero la loro acqua. Immaginiamo, dunque, la scena. Di mattina le donne vanno a lavare i panni alla fontana e trovano il lavatoio a secco. Furono suonate le campane per chiamare la gente a raccolta e una persona girava per il paese gridando “vonno chiure l’acqua”. Gli operai vista la reazione del popolo se ne andarono.
Di notte, nonostante molte di loro avessero bambini piccoli furono arrestate e subirono un processo durante il quale gli vennero contestati una serie di reati, ma al termine del quale furono tutte assolte.
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Il veleno dell’uomo, quando inizia la rivolta?

Il cane pastore ci guarda – disse la Pecora nera – e noi continuiamo a brucare, non sappiamo nemmeno se l’erba è buona”.
“Alcune, mi dice una sorella che veniva dalle terre alte, quelle dei lupi, hanno pastori che le stanno portando a pascere sui campi avvelenati.
“Nessun pastore – intervenne il capro espiatorio – vuole portare le pecore sui campi avvelenati, ma se dai campi esce quella cosa nera che puzza, o nell’aria si diffonde quella polvere sottile che brucia occhi e intestino. Ecco allora, io, credo noi dovremmo ribellarci”. continua…

Il re è nudo e la terra è stanca!

Viveva in una nazione ricca di acqua, di terra e di sole un re vanitoso e arrogante a cui piaceva molto sembrare elegante e alla moda, ma che non era capace, come del resto i suoi predecessori, di governare quella nazione così verde e ricca, troppo preso a saccheggiarla insieme ai suoi cortigiani. Un giorno alcuni venditori di fumo, avendo saputo come era facile approfittarsi di quella terra utilizzando i punti deboli dei suoi governanti, ritennero giunto il loro turno e si presentarono dal re annunciando di avere un nuovo vestito meraviglioso, fatto di un tessuto coloratissimo, con sfumature d’oro e d’argento, di platino e di smeraldo che profumava di successo. continua…

Finanziate le fogne nella Piana del Dragone. Eliminare i centri di pericolo per l’intero bacino idrico che serve Campania e Puglia

Il 17 maggio, in rete con il Forum Ambientale dell’Appennino, abbiamo realizzato un workshop dove si analizzavano i centri di pericolo sulla piana del Dragone. In questi giorni la Regione ha finanziato quasi 10 milioni per la rete fognaria e il depuratore. Ora è necessario che i 12 Comuni del Bacino idrico (Cassano Irpino, Castelvetere sul Calore, Chiusano San Domenico, Montella, Montemarano, Salza Irpina, Santa Lucia di Serino, San Michele di Serino, Santo Stefano del Sole, Serino, Sorbo Serpico, Volturara Irpina) si uniscano e facciano finalmente una pianificazione per intervenire sui centri di pericolo individuati nel report Bacino idrico della Piana del Dragone, Inquinamento, Centri di pericolo, Ipotesi, proposte, soluzioni continua…

No al Petrolio a Gesualdo. L’Albero Vagabondo aderisce all’Appello.

Dopo quasi due anni di limbo dalla prima richiesta, martedì 22 luglio, a Napoli, la Commissione VIA della Regione Campania inizia l’iter di Valutazione dell’Impatto Ambientale per il pozzo petrolifero a Gesualdo. I comitati e le associazioni – attraverso la piattaforma del Costituendo Forum ambientale dell’Appennino che sta raccogliendo in queste ore le adesioni – chiedono uno sforzo ai sindaci e alla politica, in questo periodo di ferie estive, per essere presenti, tornando dal mare o posticipando le vacanze, e far sentire la loro vicinanza al territorio che amministrano. Una nuova assenza delle istituzioni ai tavoli sarebbe sintomatica di una mancanza di rappresentanza politica. Aprire un pozzo tra Irpinia e Sannio rappresenterebbe il primo passo per un nuovo e più sfrontato sfruttamento delle aree interne che causerà conseguenze disastrose per Campania e Puglia. continua…

Il falco e il 118

Qualche giorno fa mia moglie ha raccolto un falco sulla Santa Cristina, tornando da scuola. Era ferito a un’ala ed era in condizioni davvero difficili. Quando l’ha portato a casa ci siamo attivati per capire cosa fare, quali sono le procedure da seguire, come aiutare l’animale, visto che stava davvero male e l’ala era già infetta. Ho iniziato a telefonare, ed è cominciata la fiera dell’est. Chiamo innanzitutto il Corpo della Forestale di Avellino, che mi dice di chiamare il 1515. Al 1515 mi spiegano che adesso la legge prevede che un animale selvaggio per essere trasportato deve giovarsi dello stesso servizio di noi umani, quindi bisogna che lo trasporti il 118 che ha i mezzi adatti – con che aggravio per il contribuente! – e affidarsi alle cure dell’ASL. continua…