Piana del Dragone sorgenti ancora a rischio

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La Piana del Dragone è un ecosistema fragilissimo in cui insistono molteplici centri di pericolo. Periodicamente la conca endoreica si allaga e l’acqua arriva nell’inghiottitoio carsico in interconnessione con le sorgenti più importanti dei monti Picentini. La vulnerabilità è molto alta dato che le sorgenti sono in diretta comunicazione con l’inghiottitoio tramite grossi canali carsici e non si sa fino a quando l’ecosistema della Piana riuscirà a depurare il carico inquinante proveniente dai Centri di pericolo che insistono nell’intero Bacino idrogeologico che comprende 12 comuni.
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Appennino Futuro. Laboratorio Transumante. Bisaccia, 8 Febbraio

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Cibo, territorio, ambiente, energia. 

L’8 febbraio nel Castello Ducale di Bisaccia parte “Appennino futuro. Laboratorio transumante” evento promosso da Slow Food, Salviamo il Paesaggio, piattaforma Forum ambientale dell’Appennino, L’Albero Vagabondo e con il patrocinio del Comune di Bisaccia. L’iniziativa coniuga agricoltura, ambiente, territorio e scelte energetiche per dimostrare che un’alternativa sostenibile alla speculazione energetica in atto nelle aree interne dell’Appennino meridionale è possibile, già c’è, si sta lentamente e spontaneamente costruendo. continua…

Storie di uomini e animali dell’antica Irpinia tra scrittura e disegno

1[…] La mostra di Giovanni Spiniello che si è tenuta per una settimana nel centro della città, al Circolo della Stampa, e si è chiusa il 26 dicembre, ha a che fare con le parole in maniera particolare: molte delle tele sono infatti illustrazioni al libro del figlio Virginiano “La rivolta delle pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari” (ed. Il Papavero), che raccoglie, rielabora e inventa storie di animali e uomini. Lo scrittore ha il grande merito di cogliere elementi della mitologia irpina e di ricrearli in nuovi racconti; di non trattarli quindi come oggetti da museo ma come materia vivente, che si può continuare a sviluppare e creare. Nell’epoca della infiltrazione capillare dei mass media, del protagonismo finto, precario e illusorio sul palcoscenico quotidiano dei social network, Virginiano Spiniello ha capito che per comunicare non occorre alzare la voce o cliccare ‘mi piace / non mi piace’, ma bisbigliare; che per essere ascoltati bisogna ridiventare cantastorie. continua…

L’agro-resistenza del caciocavallo a chilometri zero

A cercarle sono tante, anche in Irpinia, in tempi di crisi, le piccole storie di resistenza e amore per la terra. Ad esempio a Volturara dove, nel cuore verde del Parco Regionale dei Picentini, accanto al fragile e stupendo ecosistema della Piana del Dragone, Ferdinando Pisacreta e sua moglie Adriana hanno puntato istintivamente sull’unica via d’uscita dalla crisi: tradizione, sinergia e filiera corta.

L’azienda, a conduzione familiare, è piccolissima, circa 20 ettari tra terra di proprietà e in affitto, soprattutto pascoli, nei quali le mucche sono allo stato semibrado. Solo nei mesi più freddi gli animali vengono alimentati da foraggio prodotto nei campi, mai con mangime acquistato, ma con fieno di erba medica e graminacee e la mungitura, come da protocollo, avviene sempre nella stalla alle cinque del mattino e al calare del sole. continua…

La rivolta delle pecore. Prefazione di Antonello Petrillo

Inutile raccontarvi della sterminata e a volte contraddittoria simbologia socio-antropologica della pecora nella comunicazione religiosa, politica e persino pubblicitaria: dai vangeli all’invenzione del danaro (pecunia), da Mussolini a Benetton, a grandi linee, questa storia la sapete già.
Così come sapete dell’uso politico che degli animali può farsi in letteratura: da Esopo a Dante, da Hobbes fino a Orwell. La verità è che mi piacerebbe leggeste questo libro con spirito pratico, come una sorta di manuale: utilizziamo da sempre le pecore per addormentarci; Spiniello, a quanto pare, ci mostra come usarle per svegliarci.
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La terra è stanca, difendiamo le sorgenti! Inizia la rivolta delle pecore, 20 dicembre Avellino

Inizia in un giorno qualunque, uno di quelli che sembrano uguali agli altri, ma in quel giorno qualcosa cambia. Non sappiamo cosa. É come un sasso che rotola su un altro sasso. Il sasso sposta un po’ di terra. E un giorno quella terra cadrà, non frenata più dalle radici dell’albero che la proteggeva dal vento e dalla pioggia. Ecco, quel giorno, le radici si spezzano e inizia la rivolta, la rivolta delle pecore.
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La rivolta delle pecore parte da Avellino il 20 dicembre. Diffondete la rivolta!

Il 20 dicembre alle 17,30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, inizia la Rivolta delle pecore! Nel corso dell’evento, al quale interverrà l’editrice Donatella De Bartolemeis sarà presentato il quaderno “La rivolta delle pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari”, di Virginiano Spiniello, Edizioni Il Papavero. In contemporanea, l’installazione “La terra è stanca” di Giovanni Spiniello e la proiezione di un breve docufilm sulle tappe del viaggio dell’Albero Vagabondo.Per i più piccoli sarà allestita una Festa del colore e si chiederà ai bambini che vorranno liberamente intervenire di portare con sé una tavoletta dei loro disegni per installarla sui luoghi che i grandi devono pulire. L’installazione artistica e documentale durerà dal 20 al 26 dicembre. continua…

L’urlo nella comunicazione ambientale genera mostri

È un dato di fatto ormai: l’informazione sembra dover essere a tutti i costi gridata, urlata, rabbiosa, altrimenti, secondo i parametri stabiliti dall’audience politico-mediatica, non arriva, non filtra nella generale entropia, nel caos di notizie che bombardano il cittadino-ascoltatore.
Ma il cittadino ascolta davvero? Comprende, capisce il messaggio? E soprattutto, quali sono i comportamenti e i modelli che si trasmettono ad una generazione disorientata e frastornata? Nella comunicazione ecologica, intendendo quella parte dell’informazione che si occupa di tematiche ambientali, il caos generato dai messaggi trasmessi da una piattaforma mediatica sempre più invasiva è orribile e devastante per i suoi effetti.
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